In segno di protesta un’agenzia viaggi di Vercelli esclude l’Egitto dalle destinazioni

Protesta

“Quando si potrà di nuovo viaggiare, la mia agenzia non venderà vacanze in Egitto finché non verrà data libertà a Patrick Zaki e fatta chiarezza sull’omicidio di Regeni”.

Queste le parole scritte in un cartello, appeso in vetrina, da Carlo Barbano. Lo scopo del proprietario dell’agenzia “Aiace Viaggi” di corso Prestinari a Vercelli, oltre al chiaro segno di protesta, è quello di sensibilizzare le istituzioni affinché risolvano le questioni dell’attivista arrestato, torturato e rinchiuso in cella e del giovane ricercatore ucciso nel gennaio 2016 (sulla cui morte non è stata mai fatta luce). L’uomo, inoltre, nel suo avviso richiede:

“Finché il governo egiziano non libererà Zaki, e non aiuterà a fare piena chiarezza sull’omicidio di Regeni compiuto dai servizi segreti di quel Paese, non si effettuerà neppure biglietteria aerea con destinazione Egitto. Il mio è un tentativo di smuovere le acque e risolvere questi due stalli. Ho apprezzato il gesto di Corrado Augias, che ha restituito alla Francia la Legion d’onore: se oggi dovessi andare in vacanza, andrei sicuramente in qualunque altro posto ma non in Egitto” .

A Vercelli la maggioranza in Consiglio comunale, pochi mesi fa, aveva bocciato l’ordine del giorno del Pd con il quale invitava il sindaco a “chiedere una pronta azione alle istituzioni europee per dare libertà a Zaki”.

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Crediti Foto: LaPresse

 

 

TAG:
zaki

ultimo aggiornamento: 18-12-2020


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