Ira delle Regioni e dei gestori: “Ci sentiamo presi in giro”

Stop fino al 5 marzo

Il ministro delle salute, Roberto Speranza, ha firmato un provvedimento che prolunga lo stop delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo. Dura la reazione delle Regioni e dei gestori degli impianti, che si sentono “presi in giro”. Sotto accusa anche la modalità di comunicazione, proprio alla vigilia della riapertura. Lo stesso Speranza ha promesso che il settore sarà risarcito. Il provvedimento, infatti, impegna “a compensare al più presto gli operatori con adeguati ristori”.

Il presidente dell’Emilia Romagna e della “Conferenza delle Regioni”, Stefano Bonaccini, ha espresso “stupore e sconcerto, anche a nome delle altre Regioni, per la decisione di bloccare la riapertura degli impianti sciistici a poche ore dalla annunciata e condivisa ripartenza”. Il valdostano, Erik Lavevaz, aggiunge: “Una chiusura comunicata alle 19 della vigilia dell’apertura, prevista da settimane, dopo mesi di lavoro su protocolli, assunzioni, preparazione delle società, è sinceramente inconcepibile”.  Per il friulano Fedriga “l’indecisione del Cts penalizza imprese e lavoratori”. Anche per Zaia (Veneto) la decisione è arrivata troppo tardi. Il presidente della Liguria ha aggiunto:

“La gente non può scoprire domenica sera che cosa potrà fare lunedì mattina, non è possibile che tutte le volte che l’Italia prende una decisione e la revoca a 24 ore di distanza”.

“Dopo il 3 dicembre, il 7 gennaio, il 18 gennaio e il 15 febbraio, adesso la proroga al 5 marzo. Ormai la stagione è saltata, ci sentiamo presi in giro di fronte a tutto quello che abbiamo speso per l’apertura di lunedì” afferma l’Anef.

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Crediti Foto: LaPresse

 

 

TAG:
Impianti sci chiusura stagione sciistica 2021

ultimo aggiornamento: 15-02-2021


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