Oggi si è votato in Catalogna, la comunità autonoma nel nord-est della Spagna che puntualmente fa parlare di sé per la volontà di indipendenza dalla Corona. Come previsto, i tre partiti indipendentisti, che si sono presentati divisi alle elezioni, hanno complessivamente oltrepassato la maggioranza assoluta del parlamento catalano, stando agli exit poll. Si è votato a  fasce orarie per evitare assembramenti e permettere anche ai cittadini in isolamento domiciliare di potersi recare alle urne senza mettere in pericolo la salute degli altri. Tuttavia, è stato attivato il voto postale, usato massicciamente, il quale ritarderà la pubblicazione dell’esito.

Barcellona sembra ancora convinta di voler raggiungere l’indipendenza, anche se uno dei possibili scenari è lo spostamento nel capoluogo catalano del Senato spagnolo, che porterebbe la città ad essere ufficialmente la seconda capitale di uno stato decentrato. I seggi ottenuti dagli indipendentisti (Erc, Junts e Cup) sono tra i 73 e i 78 su 135, e tutti gli altri tra cui ci sono forze molto lontane politicamente tra loro (socialisti, Ciudadanos, Ecp, Vox e Partito popolare) si fermerebbero seppure sommati a 56-62 seggi.

Secondo un sondaggio di TV3 e Catalunya Ràdio, gli indipendentisti Esquerra Republicana de Catalunya, sinistra repubblicana catalana avrebbero vinto le elezioni con 36-38 seggi, come riporta il quotidiano La Vanguardia. Secondi arrivati sarebbero i socialisti del Psc con 34-36 deputati, e terzi gli altri separatisti di Junts (30-33 seggi). L’estrema destra di Vox entrerà nel Parlamento catalano.
Secondo il sondaggio la CUP diventerebbe la quarta forza più votata, mentre En Comú Podem otterrebbe tra i 6 e i 7 seggi, proprio come Vox e Ciudadanos. Il PP potrebbe arrivare a 5, mentre non si capisce ancora dai sondaggi se il PdeCat riuscirà a entrare in Parlamento.

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Crediti Foto: LaPresse
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Catalogna

ultimo aggiornamento: 15-02-2021


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