Sono passati 5 anni da quando Giulia Di Sabatino, uscita per festeggiare il suo compleanno con gli amici, non ha fatto più rientro a casa. E’ l’1 settembre 2015, la diciannovenne che vive a Tortoreto con i suoi genitori, è in procinto di partire per raggiungere la sorella Vanessa che vive a Londra.

Quella sera, secondo la ricostruzione delle indagini, Giulia ritira il suo ultimo stipendio da cameriera, torna a casa, si cambia velocemente ed esce per festeggiare il suo compleanno insieme a degli amici. A casa resta la valigia che sta preparando per la partenza ed il cellulare (che è solita lasciare a casa). Giovane, bella e tanta voglia di partire, Giulia non partirà mai, verrà trovata l’indomani sotto il cavalcavia della A14, un viadotto altissimo che sovrasta una strada percorsa da autoarticolati e vetture che, purtroppo, hanno investito più volte il corpo della ragazza.

Che ne resta di Giulia? Nemmeno un corpo da riabbracciare per i genitori Luciano Di Sabatino e Meri Koci, che si stanno battendo da cinque lunghi anni per non far archiviare il caso come suicidio. L’autopsia non rivelerà mai la causa della morte, che appare sconosciuta a causa dello stato dei resti della ragazza.

Una sola certezza: Giulia prima di morire, ha consumato un rapporto sessuale con un uomo. Questo almeno, è quanto emerge dall’esame genetico effettuato sulla sua biancheria intima. Ma chi è questo uomo?

Le testimonianze parlano di una Fiat Panda di colore rosso guidata da un ragazzo, su cui sarebbe stata vista Giulia salire. Alcuni mesi dopo l’accaduto, il ‘ragazzo della Panda rossa’ si presenta agli inquirenti ammettendo di essere l’ultimo ad aver visto Giulia.

Arrestato, indagato per istigazione al suicidio e poi prosciolto nell’inchiesta sulla morte della ragazza, Davide P. il ‘ragazzo della Panda rossa’, viene arrestato con l’accusa di maltrattamenti ai genitori. Si tratta di un’accusa che nulla ha a che fare con il caso di Giulia Di Sabatino, per il quale, al momento, esiste una richiesta di archiviazione delle indagini alla quale la famiglia si è opposta.

Ma quali misteri si celano dietro la morte di questa ragazza? Una serie di intercettazioni ha dato il via ad un’inchiesta per pedopornografia. Una vicenda di cui Giulia, all’epoca minorenne sarebbe stata vittima. La ragazza, infatti, ha accettato di inviare foto di lei nuda ad un giovane in seguito accusato nella stessa inchiesta. All’epoca dei fatti Giulia e altre presunte vittime erano minorenni.

Quella sera è uscita per divertirsi e ha incontrato dei mostri che l’hanno uccisa e noi li vogliamo in galera”, questo è quanto dichiarato a Fanpage dai genitori di Giulia Di Sabatino. Secondo i familiari Giulia non può essersi lanciata volontariamente con intento suicida. “Come si fa a pensare che volesse suicidarsi quando solo tre giorni prima era andata a farsi la lampada perché voleva arrivare da sua sorella a Londra, abbronzatissima e bella?” domanda la mamma.

Il legale della famiglia, l’avvocato Antonio Di Gaspare, a Fanpage ha spiegato: “Per precipitare sulla strada dove sono stati trovati i poveri resti massacrati dalle auto, Giulia avrebbe dovuto scavalcare una recinzione alta un paio di metri e ricoperta di ruggine. Anche solo appoggiando una mano ci si sporca, ma sui vestiti di Giulia, come accertato dai RIS, e su ciò che resta del suo, non ve n’erano tracce“.

Oltre a Davide P., arrestato lo scorso aprile per maltrattamenti ai danni dei genitori e prosciolto dall’inchiesta per istigazione al suicidio, un altro giovane è entrato e uscito dal caso.Il suo nome appare in un filone di inchiesta indipendente per le accuse di pedo pornografia (che riguardano alcune foto private di ragazze minorenni) e induzione a alla prostituzione in cui Giulia, figurava come vittimaspiega ancora l’avvocato Di Gaspare. “Noi crediamo che la vicenda dello scambio di foto private meritasse un ulteriore approfondimento riguardo alla morte di Giulia“.

L’appello della madre: “Davide P. racconta che Giulia è stata a casa sua fino alle 4 e 30 e poi l’ha accompagnata sul ponte, dove c’è buio pesto e due minuti dopo Giulia non c’era più. Il giorno dopo ha inviato un messaggio a mia figlia prima di pranzo: ‘Ciao Giulia, sto andando al lavoro, ci sentiamo dopo’. Era l’una di pranzo, quando già si parlava di una ragazza senza vita trovata dove abitava lui a Mosciano” spiega Meri.  “Questo ragazzo si è tolto da Facebook insieme a tanti amici di Mosciano, a loro mi rivolgo e dico: parlate!“.

La Procura, cerca la verità nel telefonino di Giulia analizzando oltre 5.000 foto e centinaia di messaggi WhatsApp. Nel fascicolo della Procura aperto per istigazione al suicidio è indagato un altro uomo di 41 anni che quella sera da un passaggio in scooter per un tratto di strada alla 19enne incontrata vicino al bowling, oltre naturalmente al ragazzo di 25 anni che con la sua Panda rossa l’accompagna vicino al cavalcavia intorno alle 4,30 di mattina.

Ma alla fine, la procura di Teramo dice no alla riapertura delle indagini sulla morte di Giulia Di Sabatino. Per gli inquirenti si tratta di suicidio e dunque non ci sono i presupposti per disporre ulteriori indagini. La famiglia non si arrende. “Accettiamo ovviamente la posizione della Procura ma non lo condividiamo”,  è il commento dell’avvocato Antonio Di Gaspare. “I nostri consulenti non si sono fermati in questi mesi, anche dopo aver presentato la richiesta di riapertura e quindi siamo in possesso di altro materiale che sarà oggetto della prossima istanza”.

Qual è la verità sul caso di Giulia Di Sabatino? Domani 4 novembre 2020 a ‘Chi l’ha visto?’ su Rai3 ore 21,20, Federica Sciarelli proverà a far luce su questo caso.

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Crediti foto: profilo Facebook

Giulia Di Sabatino (Vanessa Meri Luciano)


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