X Factor 2020, Eda Marì
Crediti Foto: Facebook X Factor Italia

 

Far ripartire la musica e ripartire con la musica. Questo il messaggio lanciato da un emozionato Alessandro Cattelan in avvio del primo live di X Factor 2020. Una serata particolare, con tanto di pubblico in sala (naturalmente distanziato e contingentato come da prassi in questi tempi tribolati), in cui tutti i concorrenti hanno presentato i loro inediti. Una delle tante rivoluzioni di questa X Factor in tempi di Covid, pronto a mettere la musica al centro del villaggio.

Scelte diverse da concorrente a concorrente: c’è chi lavora sui brani già sentiti nelle fasi preliminari, in qualche modo comunque riveduti, corretti e “pimpati”, chi invece opta per un brano in tutto e per tutto nuovo. A prescindere dalle strade intraprese, le canzoni hanno goduto di nuove vesti, con le produzioni, fra gli altri, di Frenetik&Orange, Strage e Taketo Gohara.

L’onore (e l’onere) di rompere il ghiaccio spetta a Blind, che ripropone la sua “Cuore nero“, raccogliendo unanime consenso dai giudici e dal pubblico. Meno “cosmica” – nel senso di sound ivreatronico – ma più spostata su sonorità pop è cmqmartina (“Serpente”), spaccaeccome, ma non è una novità, il power duo dei Little Piece. Blue Phelix (“South Dakota“) paga forse un eccesso di impostazione, come fatto notare puntualmente da Manuel Agnelli, che penalizza il lato emozionale di una performance comunque di alto livello. Carisma e presenza scenica non mancano al giovane livornese emigrato a Londra, sicuramente verranno esibizioni in cui questi ingredienti potranno emergere. Fra le più attese della prima manche, Casadilego: “Vittoria” porta la firma di Mara Sattei ed ha un tema decisamente impegnativo che la diciassettenne abruzzese affronta con grande piglio e solita qualità vocale.

Tanto pop nella seconda manche, soprattutto grazie al trio Manitoba (“La domenica“), Vergo (“Bomba“) e Santi (“Bonsai”), suo malgrado finito al centro del frullatore delle polemiche dopo la scelta di Emma di portare lui e non Roccuzzo ai live. La sua “Bonsai” si infila perfettamente nel filone indie-pop à la Tommaso Paradiso. Stesso discorso per il pezzo dei Manitoba, che si perdono fra i sughi della nonna e i gol di Maradona. Decisamente un’altra marcia il terzetto conclusivo: l’intensità di Mydrama lascia spazio alla geniale follia di NAIP (che ripropone “Attenti al loop“) e al magnetismo elettronico dei Melancholia (“Leon“). Per tutti loro, così come per Santi e Vergo c’è la certezza del passaggio del turno, mentre i Manitoba risultano i meno votati e vanno al ballottaggio con Eda Marì.

E qui ecco la seconda novità di questa edizione: chi non viene salvato dai giudici non finisce subito eliminato ma dovrà affrontare un ulteriore ballottaggio contro l’artista che, in questa settimana che ci separa dalla prossima puntata, avrà totalizzato meno ascolti sulle piattaforme digitali. Si salvi chi può.

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Crediti foto: X Factor Pagina ufficiale/Facebook