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Shock a Ballando con le Stelle. Mariotto parla di “apertura delle gambe” di Noemi Bocchi e cita Totti. E le “paladine delle donne” restano zitte
Sul prime time della Rai un commento allusivo e volgare sulla nuova compagna dell’ex capitano passa quasi inosservato. D’Urso, Ventura, Fialdini e Carlucci non muovono un dito. Doppia morale o semplice omertà televisiva?
Ieri sera, nel corso di una puntata di Ballando con le Stelle, dopo l’esibizione di Noemi Bocchi e Giovanni Pernice, Guillermo Mariotto ha rilasciato una battuta che ha fatto il giro dei social in poche ore: «Quell’apertura delle gambe sulla spaccata… ora capisco Totti». Non un complimento tecnico sulla flessibilità. Non un’osservazione coreografica. Un’illazione sessuale esplicita, calata sul corpo di una concorrente, legata pubblicamente alla vicenda privata di Francesco Totti e alla fine del matrimonio con Ilary Blasi. Una frase che riduce una performance di ballo a un riferimento volgare alla vita sessuale della donna, e che di fatto la colloca nel ruolo di “l’altra”.
Su una rete di Stato, in prima serata, con milioni di spettatori. La domanda non è se la battuta fosse di cattivo gusto (lo era). La domanda è perché sia stata lasciata passare quasi senza reazione. Perché personaggi che da anni si presentano come difensore delle donne, della dignità femminile e contro la cultura del giudizio sul corpo altrui abbiano scelto il silenzio.
Barbara D’Urso è in giuria. Simona Ventura e Francesca Fialdini siedono al “tesoretto”. Milly Carlucci conduce. Nessuna di loro ha interrotto, ha chiesto scusa a nome del programma, ha contestualizzato o ha difeso pubblicamente la dignità di Noemi Bocchi. Nessuna ha detto: «Questa battuta è fuori luogo».
Il contrasto è evidente. Le stesse voci che in altre circostanze si scagliano contro il body shaming, contro i commenti sessisti sui social, contro la “cultura dello stupro” mediatica, qui hanno preferito il silenzio. Forse perché la vittima designata non rientra nel canone della donna da proteggere. Forse perché toccare il gossip Totti-Blasi-Bocchi è terreno minato. Forse, più semplicemente, perché in televisione la morale è a geometria variabile: si grida allo scandalo quando conviene, si abbassa lo sguardo quando la battuta arriva da un collega o serve al rating.
Noemi Bocchi non è una persona pubblica per scelta di carriera mediatica aggressiva. È diventata tale perché legata a un uomo famosissimo e a una rottura matrimoniale diventata reality. Questo non le toglie il diritto di salire su un palco e ballare senza che qualcuno, in diretta, legga la sua spaccata come una spiegazione del perché Totti l’abbia scelta. Ridurre una donna a “apertura delle gambe” è il classico meccanismo di oggettivazione: toglie competenza, toglie prestazione, lascia solo il corpo e il letto.
Che questo accada sulla Rai, e non su un canale generalista di puro gossip, pesa di più. La televisione pubblica ha ancora, almeno sulla carta, un obbligo di responsabilità. Lasciar passare una frase del genere senza un minimo di richiamo significa normalizzarla. Significa dire agli spettatori che, se la donna è “la nuova”, allora si può.
Il silenzio delle “paladine” non è neutro. È una scelta. E in un’epoca in cui ogni settimana si celebrano battaglie di principio sulla dignità femminile, quel silenzio suona particolarmente stonato. Non si chiede la censura. Si chiede coerenza. O almeno la decenza di dire, in diretta, che certe battute non si fanno.