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Finita la stagione di “Chi l’ha visto?”, ma l’intervista a Parolisi ancora fa discutere, dichiarazioni poco rispettose

L’intervista di “Chi l’ha visto?” andata in onda mercoledì scorso, è stata una vera bomba ad orologeria ed ha creato parecchio scompiglio

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Anche se la stagione del programma “Chi l’ha visto?” è terminata mercoledì scorso, l’intervista a Salvatore Parolisi mandata in onda nella scorsa puntata del programma televisivo, ha destato parecchie critiche. Molti difatti hanno commentato sui social, interrogandosi sull’opportunità di far parlare un uomo, giudicato colpevole dalla legge italiana, che continua a professarsi innocente per la morte della moglie Melania Rea.

Michele Rea, fratello di Melania, uccisa con 35 coltellate ad aprile 2011 e ritrovata nel boschetto delle Casermette di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo) ha commentato così l’intervista: “Rabbia! Questo ho provato vedendo l’intervista. Rabbia per quello che è stato e per quello che è, sebbene il personaggio non mi faccia ormai più né caldo né freddo, e non meriti niente. Io voglio solo giustizia, la continuo a cercare e farò di tutto per averla. Dicono che il carcere riabiliti, soprattutto nelle relazioni interpersonali, ma io credo che lui sia peggiorato in questi anni e lo ha dimostrato proprio ieri. Non mi sembra il caso che dopo 12 anni un assassino del genere possa uscire, rifarsi una vita e avere contatti con altre persone, con la società. La vita di una persona, di una mamma, di una ragazza uccisa in quel modo vale così poco? Tanto si è fatto in questi anni per il femminicidio, ma tanto si deve ancora fare. Se il processo si fosse fatto oggi, Parolisi sarebbe stato condannato all’ergastolo. Spero si faccia qualcosa, che questi permessi, dopo quanto accaduto ieri, vengano revocati”.

Ad indignare molte persone, è stata in particolare la mancanza di rispetto che ha dimostrato Parolisi parlando della povera Melania: Non avrei mai lasciato Melania per Ludovica, anche se a mia moglie rimprovero di avermi lasciato solo troppo spesso, andando dalla madre in Campania o facendo venire su lei e noi non potevamo avere più rapporti. Le davo ogni mese 500 euro sui 1.300 che guadagnavo: se non è amore questo…“.

L’avvocato della famiglia Rea ha dichiarato che comunicherà il suo disappunto al magistrato di sorveglianza, perché trova singolare che un detenuto in permesso premio, possa rilasciare interviste. Anche l’avvocato Antonio Cozza, legale di Parolisi, ha disapprovato il fatto che il suo assistito abbia rilasciato l’intervista lasciandosi andare a dichiarazioni di questo tenore.

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