By Old Man Say

Il mondo del clubbing, perde una delle sue punte di diamante Claudio Coccoluto, a pochi mesi dal suo sessantesimo compleanno, a soli 59 anni, dopo mesi di lotta contro una terribile malattia. Un combattente da sempre e fino all’ ultimo, nella vita come dietro ad una consolle, polemico, impegnato, appassionato del suo lavoro e costruttivo, sempre. Un d.j. di statura internazionale dagli anni ‘80 quando iniziò a muovere i primi passi nei club romani insieme all’amico, anche lui purtroppo scomparso a soli 53 anni, l’indimenticato Marco Trani. Nato a Gaeta il 17 agosto 1962, all’alba di questa mattina ci ha lasciato.

Claudio Coccoluto.

 

Da sempre protagonista ed innovatore si converte in uno dei maestri del genere house nella seconda parte degli anni ‘80.  Fra gli aneddoti che ho letto questo e’ particolarmente significativo “ A conquistarlo fu l’ascolto di una cassetta dei dj’s Daniele Baldelli e Mozart, alla Baia degli Angeli di Gabicce Mare, sulla Riviera Romagnola: «Fui catapultato — ricorderà più tardi — nell’idea che il disc-jockey avesse un’essenza creativa». Un’ altro, il ricordo sicuramente fra le migliaia di serate fatte nei migliori club italiani e mondiali in quegli anni di discoteche sempre piene, di nightlife vitale e creativa fu la serata al Sound Factory di New York nel 1991 ove ad ascoltarlo c’era il gotha dei dj’s americani, da Vega a Humphries. In veste di produttore non possiamo non ricordare una sua hit convertitasi in un’assoluta “House Anthems”Belo Horizonti pubblicata sotto lo pseudonimo di Heartists nel 1997 su Atlantic Jaxx. Il suo percorso è stato costellato di successi internazionali, anni di residenze prestigiose, in Italia, ad Ibiza sempre protagonista dei party “Made in Italy” e di tantissime one-night per il mondo elevandolo a vero “maestro” della elettronica, passando per la musica house, sposando sempre la qualità, le sessioni con vinile, la ricerca, la musica elettronica nelle sue mille sfumature. Durante quest’ ultimo anno, quando il mondo dei club si è fermato, è stato tra i più attivi nel sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sulle difficoltà del settore che, oltre a rappresentare una fucina di sperimentazione al di là del puro intrattenimento, offre possibilità di lavoro e realizzazione a migliaia di persone , spesso giovani: «Chi fa clubbing -cito-  è un volano culturale per i movimenti giovanili ma l’approccio delle istituzioni è stato riduttivo. La mancanza di interesse e di sussidi crea una condizione pericolosa, i professionisti dovrebbero arrivare vivi a un’ipotetica data di riapertura che nessuno ancora conosce, mentre devono pagare l’affitto, le bollette». Affermazioni assolutamente profetiche, dure e reali.

Un uomo che ha fatto la storia della musica elettronica», lo definisce la presentatrice ed attrice Andrea Delogu e Linus, direttore di Radio Deejay e che qui lo ebbe come curatore di un programma nel quale proponeva set mixati lo celebra come “campione assoluto di un mestiere nel quale la professionalità, oltre l’immagine e i software, fa ancora la differenza: In ogni mestiere – dice Linus-  ci sono quelli bravi, quelli molto bravi, e i fuoriclasse e Claudio era uno di questi. Felice di esserti stato amico, spero finalmente tu sia sereno”.

L’ultimo post dalla pagina social del dj.

 

In Italia insomma quando ricordavi la figura del d.j. inevitabilmente la mente ti portava al suo nome, a “Cocco”  come lo chiamavano i suoi fans, ed in tanti, colleghi, amici e clubbers in questo momento lo stanno ricordando dedicandogli pensieri affettuosi per contraccambiare i tanti attimi o ore piacevoli, spesso indimenticabili, immersi nel sound che  per quasi quattro decadi ci ha regalato. Alcuni mesi fa rilasciò un’intervista a seguito di un suo d.j. set con vinile su una terrazza romana; vi invito a leggerla, alcuni passaggi sono emozionanti, almeno per me che ancora mi diletto in questa attività e credo in questo lavoro; mi ci ritrovo, mi commuove, apre gli occhi sul ruolo del disc-jockey nei confronti del pubblico, della club-culture e della diffusione di un messaggio positivo e qualitativo della “notte” intesa come contenitore giovanile, come divertimento, come settore per il quale lui si è sempre e da sempre speso.

Ci rimane ora la tristezza di aver perso un “maestro” ed il fatto che per la prima volta i TG nazionali ricordino un d.j. degnamente ci porta a pensare che le sue battaglie non sono state portate avanti invano: per la musica, per la categoria  (non solo i d.j’s), per tanti artisti più o meno conosciuti, più o meno famosi, per tutti noi.

 

photo credits Claudio Coccoluto social page.

Thanks Timeless  AcquaRoof Terrazza Molinari-Roma.

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Old Man Say, dee jay e music designer, inizia il suo percorso ed evoluzione musicale a metà degli anni ’80. Tante le esperienze in club italiani quali Tino Club, Vie en Rose, Cenerentola, Harem, Indie, Plaza, Gatto e la Volpe, Menhir, Teatriz, Slap e Scimmie, per poi arrivare a Beach Club e Lounge Bar come Vistamare beach & suites, Cafe della Rotonda, Oro Bianco. Dal 2015 vive e lavora in Ibiza ove e’ dj-resident di Jockey Club, Hard Rock Hotel nelle consolle del Beach club, per i pool party nella piscina Splash e nell’esclusivo 9Ninth roof-top e di Sa Punta fine dining restaurant. Ha avuto l’occasione di essere ospitato in altre realta’ ibizenche in questi anni quali Savannah, Experimental Beach, Km5, Hotel Pacha, Sunset Ashram, Kumharas, Hotel Santos, Enigma beach club, Raco Ibiza fino alla prestigiosa consolle del Pacha‘ per il party Elements. Esperienze worldwide: Egitto al Pier 88 Cairo ed al Club 88 El Gouna. Le Palace, Le Salama, Smukke lounge e La Montaigne Marrakech (Marocco). Nub Lounge Amman (Giordania). Propone set di matrice deep, nomad house, downtempo e balearica.

 


Mei, Rubrica. MUSICA IN GIALLO. La tv e la musica, due mondi agli antipodi, un po’ come Sanremo e la musica dal vivo

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