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Mei/Indipendenti

Mei, Rubrica. MUSICA IN GIALLO. ”Viva i Maneskin! Facciamola finita con il clichè della dannazione: non drogarsi può essere molto cool!

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Di Roberta Giallo

Damiano non si droga.
Sembra già il titolo di un Libro.
Ma spieghiamola meglio.
Damiano, il cantante dei Måneskin, la band che ha vinto Sanremo (e ora pure l’Eurovision”), non si droga, e, secondo me, questa è davvero una bellissima notizia; una notizia che tutti ora sanno, foriera di un bellissimo messaggio, per le nuove generazioni, ma anche per le vecchie.
Sì, questa è una notizia che ha in sé il potenziale di un fatto iconico, spero anche la forza di un trend irrinunciabile!
Ditelo. Diffondetelo, che lo sappiano i giovani, coloro che nelle star cercano dei modelli da imitare o a cui ispirarsi.
Premettendo che trovo le accuse a lui rivolte a limite della diffamazione (viviamo in un mondo cattivello, invidioso, insidioso…) andiamo comunque oltre, e lasciamo chi le ha fatte a cuocersi nel suo triste brodo.
Mi si consenta ora un ragionamento, che tra l’altro rubo ad una mia esternazione fatta d’istinto ieri sera su FB, dopo aver letto da qualche parte che “non si possono scrivere belle canzoni senza drogarsi, che non si può essere artisti senza cedere agli eccessi…”.
No. Vi prego, liberiamoci di questo stereotipo della dannazione obbligata.
Allora, una volta per tutte, non è che se ti droghi scriverai dei capolavori e se non ti droghi scriverai cose mediocri.
Non è che se ti fai di coca diventerai un genio.
Genio dovresti esserlo a prescindere, qualora lo fossi.
Evolviamoci dal cliché che drogarsi faccia bene alla musica, alle performance, alle canzoni, infine all’arte; facciamola finita con il cliché dei cattivi “ragazzi”, sesso, alcol, droga a più non posso e rock ‘n roll… (già ci basta e c’avanza la trap!).
Non ti trasformerai in Jimy Hendrix se ti farai di eroina, così come non canterai mai come Janis…
Certo, a scanso di accuse, non nego che ci sia stata “una stagione” (diverse stagioni) musicale e letteraria di grandi artisti dediti all’uso di droghe e simili. C’è stata, forse tornerà, ma vi assicuro che è possibile essere artisti e creare capolavori anche senza drogarsi.
A me questo sembra persino banale dirlo, ma i social mi confermano il contrario; ci sono una marea di persone pronte a contraddirmi, a sostenere che senza droga non sarebbero mai esistiti certi artisti.
Forse non sarebbero esistite certe canzoni, non proprio quelle lì, ma credetemi, un genio artistico crea per necessità e racconta quello che vive: se si droga, probabilmente racconterà anche della droga, ma se non si droga potrà raccontare altro, e probabilmente farci dono delle sue opere più a lungo…
Certo che sí: è possibile ispirarsi e scrivere musica, poesie, cose belle, anche senza assumere sostanze psicotrope.
Ed è possibile avere successo e tanti fan anche conducendo una vita sana.
Questo oggi lo conferma anche Damiano!
Anzi, qualora aveste successo, condurre una vita sana potrebbe aiutarvi a mantenerlo più a lungo.
Ognuno, certamente, è libero di fare quello che vuole, ci mancherebbe, non sto qui a giudicare nessuno, non sono neanche un “prete”, come mi ha definita una boomer un po’hater…
Amici, Amiche, la vita è Vostra e di nessun altro, fatene quel che volete.
Anche se io vi consiglio di averne cura.
Dedico questo articolo a tutti coloro che m’hanno sempe perculato perché sono astemia, non fumo, e non mi drogo.
E ripeto ancora una volta, perché vi resti in testa, come un tormentone: sono contenta che Damiano dei Mäneskin non si droghi, contenta che l’abbia voluto dire con orgoglio e sincerità; contenta che ai giovani possa finalmente piacere qualcuno che lascia intendere senza dietrologie che fare musica, suonare su palchi importanti, reggere i ritmi devastanti di questo lavoro (soprattutto quando l’onda del successo ti travolge), è quanto di meglio si possa fare per godersela e farla durare…
I Maneskin m’erano
già piaciuti a San Remo e dentro la Giostra Eurovision mi sono piaciuti ancora di più, perché, sinceramente, tolte le luci del Luna Park e gli effetti speciali, mi sono resa conto di come ci sia un livellamento/omologazione del pop anche a livello europeo; un livellamento in mezzo al quale loro sono risultati “diversi!”.
… e mi sono anche resa conto (lo dico io che amo Sanremo pur criticandolo), che, se parliamo di varietà, le proposte del
nostro Festival, erano persino superiori, nell’insieme, a quelle del festival Europeo di questo anno ( lo dico senza averlo visto tutto-tutto, lo ammetto, e spero di non sbagliarmi)…
Quindi, per una volta vi dico, godiamoci questa vittoria, e diciamo GRAZIE ai Mäneskin che sono giovani, belli, carichi, saltano da paura con tanto di zeppe… e non si drogano!
#iononmodrogo

LEGGI QUI L’ARTICOLO ORIGINALE SUL SITO DEL MEI.

Roberta Giallo

 

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Crediti Foto: Mei