Mi ha fatto male, mi ha fatto male davvero” e poi si è accasciato sul pavimento davanti ai compagni e al professore

Una coltellata all’addome al compagno di scuola; è accaduto ieri mattina alle 9.00, all’interno di un laboratorio nell’ istituto tecnico di Rimini ‘Leon Battista Alberti‘.  All’improvviso, durante una lezione di saldatura, mentre tutti erano attorno al professore, un 14enne ha ferito all’addome, altezza fegato, il compagno 15enne. Il ragazzo ferito, davanti agli occhi increduli dei compagni, è uscito dall’aula tenendosi una mano premuta sulla pancia e poi si è accasciato a terra. Trasportato d’urgenza all’ospedale, il ragazzino ha una prognosi di 40 giorni.

Vessazione psicologica, bullismo, è questa,  secondo quanto riportato da ‘La Repubblica’, la dichiarazione dell’aggressore agli agenti della squadra mobile di Rimini: “Ero ormai al culmine, non sopportavo più le angherie di quello. Mi sfotteva, mi insultava, non mi dava mai pace“. A quanto pare, il 14enne aveva già informato la madre dell’atteggiamento da lui ritenuto scorretto, da parte del compagno. La donna ha confermato che ne era al corrente. Il fatto che il ragazzino si fosse procurato un coltello a serramanico, fa pensare che il gesto fosse premeditato ed è ora denunciato a piede libero per “lesioni gravi”. La Squadra Mobile sta verificando se vi sono tracce di un eventuale comportamento non adeguato sui social da parte del 15enne ferito. Qualora emergessero elementi a carico del ferito, anche in mancanza di querela di parte, si potrà procedere d’ufficio.

La dirigente della scuola Franca Berardi smorza i toni dicendo che non si tratta di bullismo e descrive così i due ragazzi:   “Il ragazzo che ha impugnato il coltello è introverso, parla poco, è molto timido. L’altro è uno che gioca sempre, non perde occasione per far cadere una penna o fare una smorfia, ma non è un violento è solo irrequieto. Non ci sono mai stati litigi tra i due che, peraltro, vanno anche bene a scuola“. E racconta anche che il ragazzino che ha sferrato il fendente, è stato portato da lei in lacrime:  “Ma tu mi perdoni? L’ho fatto perché mi dava fastidio“, e la dirigente avrebbe risposto “Sì che ti perdono, ma tu sai quello che devi fare” e lui: “Lo so, devo chiedere scusa al mio amico e ai suoi genitori“.

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Crediti foto: archivio LaPresse


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