“Viva la Rai”, cantava Renato Zero negli anni 80, oggi, nel nuovo millennio, Fiorello canta “Viva RayPlay”.

Il nuovo programma, andato in onda ieri sera, al suo debutto in pillole su Rai1, ha sbancato gli ascolti, 6.5 milioni di telespettatori e il 25% di share, con oltre 9 milioni di contatti.

Numeri a cui Fiorello ci ha da sempre abituati, tutto ciò che tocca si trasforma in oro, proprio come Re Mida.

Lo show, che mischia il passato con il futuro (vedi l’arrivo in studio in macchina con Raffaella Carrà alla guida e Achille Lauro accanto) ha un solo ed unico obbiettivo: educare il pubblico di ieri al pubblico di oggi, dimostrando che nel presente ci si può tranquillamente convivere accettando di adattare il passato.

E come lo fa, Fiorello? Ad esempio, prendendo un brano come Rose Rosse ed eseguendolo con l’autotune: il risultato è gradevole, attuale e non perde la sua romanticità passata.

Viva Rayplay, non è che un messaggio ad una platea un po’ più attempata, quella che borbotta quando sente parlare di trapper o di streaming, quella che fa fatica ad accettare i social network e che parla di lettere scritte a mano condannando whatsapp.

Pippo Baudo, sul trono, da la sua benedizione allo show, come voler dire “Lo faccio io, fatelo pure voi”.

In tutto questo Fiorello traghetta il suo pubblico nel suo presente come Caronte traghettava le sue anime da una riva all’altra.

20 minuti di intrattenimento che valgono come 2 ore e che, ai titoli di coda, dici tristemente:”è già finito?”

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