Il fotogramma di un bambino che gioca in un parco può essere l’immagine più tenera e al contempo più inquietante del mondo, perché a deciderlo è solo lei, “dea musica”, direbbe Pelù. Lo sa bene e meravigliosamente lo testimonia l’oramai consolidato sodalizio fra Pedro Almodovar e il compositore spagnolo Alberto Iglesias, suo fido collaboratore, che fin dai primi anni novanta cura la colonna sonora di ogni singola pellicola del pluripremiato regista, da “Il fiore del mio segreto” del 1995 fino all’ultimo capolavoro “Dolor y gloria”.

Fra tutti, come non soffermarsi su “Tutto su mia madre” del 1999, che vale ad Almodovar il premio Oscar come miglior film straniero e che ci ha regalato alcune fra le prove più memorabili delle grandi Cecilia Roth e Penelope Cruz, rispettivamente le indimenticate Manuela e Rosa, e che non a caso vale ad Iglesias il premio come miglior colonna sonora agli Spanish Music Award: le vite passionali, intricate, strazianti, i dolori lancinanti dei sentimenti delle due vengono in ogni singolo istante sublimate dalle note appassionate di Iglesias, che le avvolge come una coperta calda e ruvida al tempo stesso, un’arancia meccanica che restituisce allo spettatore stravolto ed incantato ora tormento, ora passione, con le sue note culminanti in un akmé che è un turbinio di pene e castighi del cuore.

Le diciotto splendide tracce de “Todo sobre mi madre”, titolo omaggio all’iconico “All about Eve” di Mankiewicz (tradotto in Italia con “Eva contro Eva”) si aprono con i due minuti e trentasei secondi di “Soy Manuela”, luminoso ritratto in luce della complessità dilaniante del personaggio di Manuela, orfana del suo unico figlio Esteban che, appena diciassettenne, perde la vita in un tragico incidente d’auto che dà inizio al film, per proseguire poi con “Tras el corazon de mi hijo”, “All about Eve”, “No me gusta que escribas sobre mi”, “Otra vez huyendo y sin despedirme”, “Gorrion”, “Todo sobre mi madre”, “La mecanica del transplante”, che in comune hanno il crescendo del pathos, la delineazione della complessità lineare delle protagoniste femminili di Almodovar, sante, puttane, o semplicemente interrotte, per dirla alla Mangold, alla costante ricerca di purezza, perduta e quasi mai ritrovata.

Le note dissuasive e distoniche di Iglesias pervadono l’anima in ogni sua dissacrante involuzione (“Esteban, mi hijo”, “Que edad tiane usted?”, “Coral para mi pequeno y lejano pueblo”, “Igualita que Eva Harrington”, “Le faltaba la mitad”, “Tu no tienes padres?”, “Pavana par Agrado”), cristallizzando le emozioni di un film in cui, come di consueto, Almodovar non si risparmia, tra identità nascoste, transessualità, sieropositività, teatro, droga, amore, nascite, morti, religione, glorie, vite, storie. L’anima infuocatamente ispanica di Iglesias disegna con classe e partecipato cordoglio le storie di Almodovar che indissolubilmente ci attraversano, lasciando un segno indelebile e profondo.

VOTO: 9/10

AGGETTIVO: CONTURBANTE

TRACKLIST

1. Soy Manuela
2. Tras el corazon de mi hijo
3. All about Eve
4. No me gusta que escribas sobre mi
5. Otra vez huyendo y sin despedirme
6. Gorrion
7. Todo sobre mi madre
8. La mecanica del transplante
9. Esteban, mi hijo
10. Que edad tiane usted?
11. Coral para mi pequeno y lejano pueblo
12. Igualita que Eva Harrington
13. Le faltaba la mitad
14. Tu no tienes padres?
15. Pavana par Agrado
16. Ensayo en un teatro desocupado
17. Dedicatoria
18. Tajabone

ALBUM: TODO SOBRE MI MADRE

ARTISTA: ALBERTO IGLESIAS

ANNO: 1999

ETICHETTA: UNIVERSAL

EDIZIONI: DEL PRADO

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