La povertà dei temi classici della Trap l’ha mandata in bancarotta creativa in poco tempo. Se il comparto maschile della musica nata nelle Crack House di Atlanta ormai sopravvive a forza d’inezia, quello femminile ci sta regalando parecchie piacevoli sorprese. Oggi lo scontro è fra due artiste molto interessanti della scena tricolore, due donne che rivoltano i topos della trap (soldi, visualizzazioni, successo) e li piegano al loro bisogno di raccontare storie di femminili complessi, divisi fra ascesa sociale e bisogno di autenticità relazionale.

ARTISTA: MADAME
SINGOLO: “LA PROMESSA DELL’ANNO”
ETICHETTA: SUGAR MUSIC
ANNO: 2019

Partiamo dunque analizzando “La promessa dell’anno” di Madame, brano influenzato dall’ultima produzione di Izi ma capace di ritagliarsi una luce propria. La base è un rifacimento molto ben riuscito del tipico pop romantico degli anni ’80, non una bomba che rimane nelle orecchie ma perfettamente funzionale al flow dell’artista vicentina, che in questo caso come nelle più note “Sciccherie” e “17” è il vero piatto forte del brano.

“Ehi provaci tu ad avere un mondo dentro
E non trovare le parole per cacciarlo dalle labbra
Con un amo scenderò nell’intestino ad abboccarlo
Vomitando fuori il succo del discorso, ah
Un giudice dirà di me se merito o se sbaglio
Se potrò camminare sulle acque a testa alta
Un ladro che dirà di me se sono ricca o faccio
La fame come gli altri vivendo a bordo strada
Mi capiranno solo dopo la mia morte, quindi
Mi sparerò in testa prima di sperarci troppo
Mi arricchiranno i figli e dirò “siate forti”, quindi
Sparerò al primo che camminerà zoppo
Odio la sofferenza, preferisco l’annullarmi
Farmi spazio nel silenzio per non svegliare i fantasmi
Odio l’euforia perché stento a controllarmi
Cammino e i passi in fondo non sono altro che spasmi”

La visione del successo di queste barre richiama quella di Lil Peep: mentre sale l’audience, l’artista si sente sempre più isolato e incompreso. Manca il riferimento ai soldi che piovono nelle tasche del trapper (del resto madame è 17enne ed è ancora un’esordiente) ma la strada tematica è quella. La differenza però non è meno interessante: Madame evoca un’interiorità complessa e tormentata tipicamente femminile, lontana dal vuoto cosmico espresso dolorosamente dai trapper maschi. Il tema dell’annullamento e del controllo delle emozioni per far spazio al discorso dell’altra persona (amici, genitori, fan?) è contemporaneamente fonte di sofferenza e possibilità di uscire dal circolo autodistruttivo del successo-isolamento.

“In casa sono sola e una porta sbatte
I brividi gareggiano a chi salirà alla testa per primo
Ho una schiena di m*rda, sì so
Mi serve riposo, mi dicono
Che quando sto bene c’è qualcosa che disturba
Il quieto vivere è per altri
Tagliata con la polvere di vetro come ganja
Sono una sigaretta di sostanze magiche
Sono la voce di donna nel corpo di un animale
I giornali che diranno? È la promessa dell’anno
È il talento? Sì, a differenza di qualcun altro
Sono gobba perché ho preso le mazzate
Una figlia poco amabile, un’amica quando posso
Sono moglie di un perdono inestimabile
Che tradisco per noia di nascosto”

Le altre barre amplificano e allargano il discorso, dimostrando un misto di angoscia e attrazione per il tutti contro tutti verso il successo tipico della scena Trap. Emerge anche il tema della mostruosità dell’adolescente, imprigionato in un corpo che muta da sé e costretto a mantenere relazioni stabili mentre il suo io tenta di adattarsi faticosamente ad una trasformazione che è incapace di controllare e dirigere.
Peccato questa canzone sia scivolata senza clamore nella scena Trap, meritava più attenzione per la qualità del flow e la complessità tematica. Da (ri)scoprire quanto prima.

VOTO: 8/10
AGGETTIVO: COMPLESSO

ARTISTA: CLARA MARV
BRANO: “IO SONO QUI”
ETICHETTA: NEW MUSIC INTERNATIONAL
ANNO: 2019

“Io sono qui” di Clara Marv si inserisce nello stesso solco tematico della canzone di Madame, ma è ancora troppo riverente verso topos tipicamente Trap. E’ una canzone sul flexare incastonata su una discreta base urban pop, niente di eccezionale ma il tutto si fa ascoltare.

“Io sono qui
Tra quei palazzi lì
Adesso sono qui
Adesso sono qui
Giuro non lo faccio per i dindi
Gli ori che indosso sono finti
Voglio un tipo come Vin D
Io faccio musica ne rap ne indie
E muà
Più mi odi più ti bacio sulle labbra
A me tu non arrivi sono alta
Mondo sulle spalle
E sono cresciuta
Tu a me si che mi stai sulle palle
Hai la lingua lunga
Parli sempre pure da ignorante
A guardarti quasi mi dispiace
Amo guerra non conosco pace
Vuole me anche il tipo che ti piace
Bitch prendo ciò che voglio e arrivo sempre al dunque”

Il tema dell’autenticità è evidenziato fin da subito, e ripetuto con enfasi (anche un po’ troppa). L’antagonismo femminile è narrato con termini e modi maschili, evidenziando come un’artista donna possa piegare immagini ormai logore tipiche dell’universo maschile per risignificarle a seconda delle sue esigenze. La trapper di Altamura ha un discreto flow, ma rispetto a Madame è fin troppo scontato e adolescenziale nel suo dispiegarsi. Anche il tema della donna che si fa da sé, nonostante l’opposizione della famiglia e le difficoltà dei pregiudizi dell’ambiente è narrato in maniera troppo vicina allo stereotipo.

“Ho visto troppe volte
Chi mi chiudeva porte
Adesso ho l’orizzonte
E guardo pure oltre
Anche se poi di notte
Nei sogni prendo botte
Mi risveglio dolorante con le ossa rotte
Io sono qui
Tra quei palazzi lì
Io sono qui
Adesso sono qui
Mamma mi chiama mi vuole più brava mi vuole tutta casa e chiesa
Papi vorrebbe per me una carriera magari nel settore impresa
Mi sono trovata da sola in battaglia si senza neanche una difesa
Adesso il gioco lo spacco ci entro a gamba tesa”

Nulla di che, ma c’è spazio per la crescita, soprattutto se l’obbiettivo è differenziarsi per far saltare il banco del (t)rap game.

VOTO: 5/10
AGGETTIVO: RABBIOSO

THE WINNER IS: MADAME

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TAG:
Clara Marv Madame Singoli 2019 Trap Trap Italiana Urban Pop

ultimo aggiornamento: 30-11-2019


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