“My name is Michael Holbrook” (Casablanca Records/Republic Records, 2019) è l’ultimo disco dell’amatissimo Mika, star mondiale nata trentasei anni fa in Libano e cresciuta tra la Francia e la Gran Bretagna e che, a partire dal 2007 con l’iconico brano “Grace Kelly”, ha spopolato vivacemente anche nel Belpaese, anticipato da ben cinque singoli: “Tiny Love”, “Ice Cream”, “Dear Jealousy”, “Sanremo” e “Tomorrow”.

Un ricongiungimento tra il Mika del palcoscenico ed il Michael dei riflettori spenti è quest’ultimo lavoro dell’artista, che si presenta col suo vero nome e che lungo le tredici tracce dell’album, tutte da lui co-firmate, si mette a nudo nel suo pop sui generis che fin da subito l’ha contraddistinto: dal mitico falsetto ai cambi repentini di registro, dai testi schietti alle sonorità glam, dalla teatralità delle esibizioni alla purezza dei messaggi. Mika con questo album sincero, senza filtri né orpelli, conferma la sua originalità che allegramente se ne infischia delle mode e delle inclinazioni fatue del momento, per affermare altresì con convinzione e credibile schiettezza un’identità artistica dai contorni ben disegnati pur nella sua molteplice varietà.

Cangiante e caleidoscopico, istrionico e brillante, il pop di Mika è fruibile nell’accezione più polisemica dell’aggettivo, sempre supportato da testi onesti e puri, che rifuggono i giri di parole e le troppe perifrasi per arrivare dritti come un proiettile nelle orecchie di chi ascolta: dalla gelosia (“Sono geloso di tutto ciò che so che potremmo essere – I’m jealous of everything that I know we could be – Ma non sembra mai abbastanza – But never really seems enough – Sono geloso, sono geloso di tutti – I’m jealous, I’m jealous of everyone – Geloso dell’uomo che ero – Jealous of the man I used to be – E l’uomo che potrei diventare – And the man I could become”, canta in “Dear Jealousy”), all’amore, dalla rabbia al risentimento, dall’accettazione di sé alla sconfitta, fino alla vittoria e alla rinascita.

“My name is Michael Holbrook” è una dichiarazione di sincerità senza trucchi né inganni, un’affermazione di emancipazione totale, che rifugge le categorizzazioni e gli stilemi per abbracciare la sovranità sacrosanta della libertà d’espressione. La franchezza e la non paura sono i cardini principi di questo bel lavoro di Mika che conquista e convince fin dal primo ascolto, coinvolgendo e portando l’ascoltatore in un mondo sonoro che non bada ai limiti né tantomeno considera le frontiere, in un viaggio piacevolmente arricchente, spensierato e felice.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO: BRIOSO

TRACKLIST

1 – Tiny Love
2 – Ice Cream
3 – Dear Jealousy
4 – Paloma
5 – Sanremo
6 – Tomorrow
7 – Ready to Call This Love (feat. Jack Savoretti)
8 – Cry
9 – Platform Ballerinas
10 – I Went to Hell Last Night
11 – Blue
12 – Stay High
13 – Tiny Love Reprise

ALBUM: MY NAME IS MICHAEL HOLBROOK

ARTISTA: MIKA

ANNO: 2019

ETICHETTA: CASABLANCA RECORDS / REPUBLIC RECORDS

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