L’Armenia potrebbe riconoscere l’indipendenza della regione separatista contesa con l’Azerbaijan del Nagorno-Karabakh. Lo ha comunicato il premier armeno, Nikol Pashinyan, parlando anche di un più ampio accordo di cooperazione strategica con la regione. “L’opzione è nella nostra agenda” ha riferito ai giornalisti russi durante un incontro a Erevan. Ma i colloqui per una distensione con l’Azerbaijan sono per ora esclusi.

“È inopportuno parlare di un vertice tra Armenia, Azerbaijan e Russia” ha detto il premier armeno, a causa della mancanza della giusta atmosfera e delle giuste condizioni per negoziare. Questa possibilità è stata definita “prematura” in quanto gli scontri sono ancora in corso e vanno intensificandosi, nella preoccupazione della comunità internazionale.

Francia

Il timore di una sempre più grave escalation militare riguarda anche attori lontani dal terreno di scontro. La Francia ha criticato la decisione turca di supportare le forze azere, aumentando di fatto il rischio di un conflitto di più ampia portata. Il presidente Emmanuel Macron, infatti, si è detto preoccupato per le affermazioni “bellicose” della Turchia che ha dichiarato di essere pronta ad aiutare l’alleato a “riconquistare i territori occupati secondo il diritto internazionale”. Per il presidente francese queste dichiarazioni sono “sconsiderate e pericolose”.

Turchia

Intanto, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha rincarato la dose tornando a ribadire che la Turchia è pronta a sostenere l’Azerbaijan “sia politicamente che sul campo, a seconda di quello che il governo azero ci richiederà”. Questo perché “il problema va risolto una volta per tutte” ha aggiunto il ministro turco.

Iran

Come Ue e Russia, l’Iran ha chiesto lo stop dell’escalation militare ed è in stretto contatto con entrambi i Paesi confinanti. Il portavoce del ministero degli Esteri ha annunciato che il Paese è pronto ad aiutare i negoziati. Nonostante l’Iran sia un paese musulmano come l’Azerbaijan, c’è chi sostiene che potrebbe essere più vicino alla cristiana Armenia per diverse ragioni. Ad esempio, secondo il professore di relazioni internazionali alla Istanbul Policy Center-Sabanci-Univiersity, Bulent Aras, in virtù dei rapporti commerciali con il Paese, per la vicinanza alla Russia (che è a sua volta vicina all’Armenia), ma anche perché Teheran guarda con preoccupazione alle minoranze di origini azere in Iran. Se il nazionalismo azero dovesse diffondersi, questo potrebbe tradursi in un potenziale problema politico interno all’Iran.

Nazioni Unite

Anche il Consiglio di sicurezza dell’Onu (Unsc), riunitosi a porte chiuse per discutere della delicata situazione, ha chiesto lo stop immediato degli scontri. Appello che le due parti in causa sembrano ignorare. “Tornare senza indugio a negoziati significativi”, questa è l’indicazione del Consiglio, destinata a restare inascoltata. Almeno nel breve periodo.

 

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Crediti foto: LaPresse

TAG:
Armenia Azerbaigian conflitto Francia Iran Nazioni Unite Onu Turchia

ultimo aggiornamento: 01-10-2020


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