Whitney Houston è la prima cantante black ad aver ricevuto tre certificazioni “Diamante”: un nuovo riconoscimento per un’artista immortale

WHITNEY | LA RECENSIONE

Sono passati otto anni dal quel tragico 11 febbraio 2012, giorno in cui, alle ore 15:55, Whitney Houston è stata trovata morta in una stanza d’albergo al Beverly Hilton di Beverly Hills, a Los Angeles: un sabato pomeriggio drammatico per la storia della musica mondiale, orfana d’improvviso di una vera e propria leggenda che, ancora oggi, continua a registrare record su record, come l’ultimo: la certificazione di diamante del suo importatissimo “Whitney, secondo disco in studio pubblicato il 2 giugno del 1987 per Arista Records, riconoscimento che si aggiunge a quelli già ottenuti con “Whitney Houston” (1985) e “Bodyguard” (1992). Grazie a questi primati, la nativa di Newark è diventata la prima cantante black a vantare ben tre diamond nel suo prestigioso palmarès.

L’album sottolinea lo straordinario talento di una donna scomparsa troppo presto; ma come spesso capita, non fu accolto in modo particolarmente entusiasmante dalla critica del tempo che, in modo abbastanza unanime a dire la verità, non notò un’evoluzione rispetto al disco d’esordio, individuando “semplicemente” delle tracce commerciali ben confezionate. Ma le personalità come quelle della Houston non hanno bisogno di evoluzioni. Nascono già evolute, aliene, perfette e, soprattutto, accessibili a tutti. Senza orpelli, senza sovrastrutture, senza stravaganze. Nulla. Sana musica pop eseguita da una voce venuta da un altro pianeta.

Whitney” è, infatti, perfezione pura e divertimento genuino. Testimonianza sono i ben cinque singoli estratti su 11 episodi. E che singoli: dal funk scatenato della storica I wanna dance with somebody“, uno dei pezzi dance più importanti di sempre”, alla scatenatissima “Love will save the day” passando per l’eleganza a sfumature soul de “Didn’t We Almost Have It All” e per le tinte più robuste de “So Emotional“.

Indimenticabili inoltre la ballata “Where Do Broken Hearts Go” e la poco nota “You’re still my man“, dove le innumerevoli sfumature della statunitense fuoriescono come un caleidoscopio sonoro emozionale. Sfumature difficili, forse impossibili da descrivere ma che non lasciano, non hanno lasciato e mai lasceranno nessuno indifferente. Immortale Whitney.

VOTO: 10/10

AGGETTIVO:  IMMORTALE

 

TRACKLIST:

1. I Wanna Dance with Somebody
2. Just the Lonely Talking Again
3. Love Will Save the Day
4. Didn’t We Almost Have It All
5. So Emotional
6. Where You Are
7. Love Is a Contact Sport
8. You’re Still My Man
9. For the Love of You
10. Where Do Broken Hearts Go
11. I Know Him So Well

ARTISTA: WHITNEY HOUSTON

ALBUM: WHITNEY

ANNO: 1987

ETICHETTA: ARISTA RECORDS

Clicca qui per seguire OA PLUS su INSTAGRAM

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla PAGINA OA PLUS

Clicca qui per iscriverti al GRUPPO OA PLUS


Buon compleanno Antonella Ruggiero e Sergio Cammariere! Per loro una playlist condivisa

Axos, “Anima Mundi”: o della raffinatezza del rap