Sanremo 2021 è finito, le luci si spengono, i coriandoli si puliscono, e cosa rimane?

I ricordi e le canzoni. Canzoni belle e brutte, performance vincenti e inciampi pubblici. Materiale da vedere e rivedere su YouTube e risentire, tra molti anni, con un filo di nostalgia, ricordandoci del “Sanremo della pandemia”.

La proposta più interessante degli ultimi anni ha visto conferme e sorprese. Se un inevitabile mondo di mezzo rimane – quello degli artisti che fanno bene senza entusiasmare, o non convincono senza infamia – andiamo a vedere quali sono stati i migliori artisti di questa edizione.

ManeskinZitti e buoni 7

I vincitori del Festival vincono e – siamo buoni – convincono. Il brano migliore del trio finale, in lotta per la vittoria, lancia la giovanissima band romana nella stratosfera delle star della musica italiana, confermandoli come variante del mainstream al funereo panorama della trap e del pop radiofonico. Non saranno il futuro, ma “turandoci il naso” sono il miglior compromesso di quest’anno.

Madame Voce 8

Ancora più giovane dei Maneskin, Madame si presenta quasi senza esperienza diretta di palco eppure lo regge benissimo, portando il brano più fresco dell’intero lotto. Se Sanremo doveva rappresentare il presente discografico, bene, eccolo qua. Madame ha carattere e ampi margini di crescita, il che ci fa solo ben sperare per il futuro.

Colapesce e DimartinoMusica leggerissima 8

Loro sono da anni tra i migliori autori di canzoni in Italia, quindi le aspettative erano altissime. Non sono venuti con il loro brano più bello, anzi, ma con l’opzione più efficace. “Musica leggerissima” fa ballare e (non) pensare, con ironia e buon gusto. Fieramente conscia del citazionismo intrinseco al brano, conferma Colapesce e Dimartino come star nazionalpopolari, dopo anni di gavetta e ombra. Se questo gli permetterà di emergere all’attenzione generale è un vero trionfo.

Coma_coseFiamme negli occhi 8

Loro sono belli, dolci, innamorati, oggetto dell’invidia di metà dei romantici d’Italia (tra cui me). Seppure avendo rinunciato all’anima rap andando full pop, “Fiamme negli occhi” regge bene con il suo malinconico ritornello e l’atmosfera da pomeriggio di tarda estate. Cantata da chiunque altro sarebbe stato un brano inutile, ma in quel contesto e con quell’emozione tra loro due, l’esibizione dei Coma_cose rimane il momento più emozionale dell’intero festival.

FulminacciSanta Marinella 7

La speranza della Generazione Z del nuovo cantautorato italiano, Fulminacci con “Santa Marinella” porta la tradizione, con i facili accostamenti a Dalla o De Gregori, senza rinunciare a una melodia comunque personale e riuscendo a scansare il ncliché ormai trito dell’indie pop disagista. Sul palco con in braccio una chitarra acustica, Fulminacci rappresenta la forza e l’efficacia della “canzone italiana”, che non morirà finché sarà realizzata con talento da artisti come Fulminacci.

Orietta BertiQuando ti sei innamorato 7

Orietta Berti doveva essere il momento lol del Festival, il rimasuglio del piccolo mondo antico di quel Sanremo che piace alle nonne. Invece va sul palco con un brano giusto – sì, il Bel Canto di cui non c’è nulla di cui vergognarsi – e lo canta benissimo, senza mai perdere dignità né risultare patetica. Provano a trasformarla in un meme per i suoi strafalcioni e i suoi errori, ma Oriettona alla fine si mangia tutti i giovani su quel palco, senza problemi.

Extraliscio & Davide Toffolo – Bianca luce nera 8

L’ensemble più stralunato del Festival va sul palco senza fare scenette grottesche e senza distrarre dalla musica, realizzando un melange di liscio, rock, cumbia e chissà cos’altro. Il brano meno retorico e più fuori luogo del festival riesce non solo ad attirare l’attenzione, ma anche a risvegliarci dal torpore del pop, anche grazie a una melodia obliqua e oscura, realmente fatta di luce bianca e luce nera. Ottimo lavoro.

La Rappresentante di ListaAmare 9

La rappresentante di lista è da anni tra i progetti più interessanti in Italia, autori di un art rock profondo e brillante, sonoricamente levigato ma capace di far ballare ed emozionare al tempo stesso. “Amare” è senza dubbio il brano più bello di questo festival, e la loro performance un faro nella notte della tv generalista. Queer, emozionale e piena di talento, la musica proposta da La rappresentante di lista dovrebbe essere quello su cui puntare per far ripartire la scena musicale italiana.

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Crediti Foto: LaPresse

 


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