Le stanno davvero provando di tutte pur di non rinunciare al Festival di Sanremo. Dopo i “no” alla bolla sulla nave da crociera ed ai figuranti congiunti pagati, arriva la voce dei discografici che vorrebbero salvare capre e cavoli. Enzo Mazza, ceo di FIMI (la federazione che riunisce le quattro major discografiche Universal, Sony, Warner e Bmg ndr.) che in questa edizione rappresentano circa la metà del cast, si è infatti espresso così:

“Siamo in una situazione di emergenza, se vogliamo che si tenga l’evento e che sia garantita la sicurezza dei partecipanti dobbiamo essere tutti disponibili a fare un passo indietro”.

Mazza è convinto che un evento di tale portata come il Festival di Sanremo possa farsi ovunque e che il cambio di città non inficerebbe sulla resa degli artisti:

“Un evento televisivo come questo può essere realizzato ovunque. Penso ad esempio al Forum di Assago. Il teatro non è una priorità. È stato costruito negli anni Cinquanta e già in periodi normali ha mostrato i suoi problemi strutturali. Si potrebbe pensare ad allestire una tensostruttura in un’altra zona della città. Il teatro è sostituibile. Per il pubblico la gara di inediti non è inficiata dalla location che la ospita”.

Una proposta alquanto allettante e che la Rai potrebbe prendere in considerazione soprattutto, perché, alla luce dei fatti ultimi, il festival sarebbe a rischio visto il possibile slittamento rispetto al previsto 2-6 marzo o la definitiva cancellazione. 

 

 

 

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Crediti Foto: festival.sanremo2021/instagram


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