Il cantante di Avellino è uno dei principali fautori del boom del soul made in Italy, in parte frutto della sua svolta artistica avvenuta nel 2014 con “Orchidee“.

Nell’edizione del Festival di Sanremo più straniante di sempre Ghemon, in gara tra i Big con “Momento perfetto“, sventola orgoglioso la bandiera del soul italiano, un genere in grandissima espansione, merito anche della sua svolta artistica, avvenuta nel 2014 con il cult “Orchidee“. Non deve dunque stupire se, nella categoria giovani, due finalisti su quattro, Folcast e Davide Shorty, rappresentano proprio quel floridissimo movimento r&b/funk/Jazz destinato a prendere sempre più piede nel nostro Paese.

Un traguardo importantissimo, di cui l’artista – che pubblicherà il 19 marzo E vissero feriti e contenti“, il suo settimo disco in studio – è consapevole: “In questi giorni sia Davide che Folcast, ma anche Wrongonyou che è un altro mio amico, non si sono risparmiati in complimenti– Ha detto l’artista a una domanda specifica che OA Plus ha potuto formulare in occasione della Conferenza stampa svoltasi nella mattinata di giovedì 4 marzo- mi hanno detto quanto sia stato importante per loro. Questo è il mio ruolo, aprire le porte: è qualcosa che mi diverte e che mi rende felice perché significa che sono il primo. Finalmente negli anni il genere è cresciuto grazie allo streaming ma anche grazie al pop statunitense che è infuso di soul e r&B, basti pensare a Beyoncé, Lady Gaga, Rihanna, Taylor Swift, artiste che hanno quel tipo di vocalità: il genere è vivissimo, il fatto che si sia arrivati a scrivere la parola soul italiano nei comunicati stampa e che la si pronunci nelle interviste mi rende veramente felice“.

Sembra un dispenser di felicità Ghemon che, intanto, in sole 24 ore, ha superato il mezzo milione di ascolti nelle piattaforme streaming, cifre tre volte superiori a “Rose viola“, il primo episodio presentato a Sanremo due anni fa, risultato che conferma un crescente interesse per un brano non immediatissimo ma che dopo un paio di ascolti entra nella testa e nel cuore degli ascoltatori: “Ho sempre voluto dire qualcosa di nuovo, prima nel rap e poi nella musica in generale, ho sempre avuto questa caratteristica anche a scuola, mi piace essere me stesso, far riconoscere la mia voce. Un Sanremo così non l’avevo sperato, portare due mondi musicali in due edizioni vicine tra loro dieci anni fa non l’avrei neanche immaginato“.

Per la terza puntata, quelle delle Cover, Ghemon si esibirà con i Neri per Caso in un medley composto da “Le ragazze/Donne/Acqua e sapone/La canzone del sole“: “Credo che il mio momento perfetto di questa edizione sia stato proprio il loro arrivo ieri sera in hotel. Un momento di incontro e di grande gioia“.

Foto: LaPresse

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