COME IL MARE | LA RECENSIONE

Vale Lambo con “Come il mare” ci regala un buon album pieno di feat eccellenti.

La Trap campana ha accumulato ormai così tanti nomi degni di nota da diventare un genere a se stante, sia per qualità che per il numero di fan hardcore sparsi in Campania e non solo. Da Luchè a Geolier, passando per Capo Plaza e Speranza, non c’è sfumatura del genere importato dagli USA che gli artisti provenienti da Napoli e dintorni non abbiano esplorato. Vale Lambo in questo contesto si colloca in una posizione a se stante: classe 1991, è attivo discograficamente fin dal 2012, raggiungendo una certa notorietà con il progetto Le Scimmie, duo composto da lui e Lele Blade, che rilascia l’ottimo album “El Dorado” a fine 2016, prodotto da niente meno che Don Joe. 2018 data il suo esordio come solista, con l’album “Angelo”, misto di trap e cloud rap, stile che lo contraddistingue anche in questo “Come il mare”, sua ultima fatica.

Il primo singolo pubblicato ha la base firmata da Niko Beatz, che per l’occasione ci tira fuori dell’ottimo cloud rap capace di richiamare -contestualizzandolo- quanto in America fatto da gente come Post Malone e in Italia da The Night Skinny. Vale Lambo ci mette del suo con un testo intimista cantato metà in dialetto napoletano e metà in italiano, scelta ottima dato il risultato. Tanta roba.

Il secondo singolo estratto ci mostra l’altro lato dell’album, quello sospeso fra il vecchio caro gangsta marca Co’Sang e la trap USA. Produzione di Yung Snapp, che per l’occasione ci offre una base parecchio old style, macerata dal flow aggressivo in mezzo campano mezzo italiano del rapper di Secondigliano. Nulla di eccezionale, ma fa la sua porca figura.

Terzo singolo e finalmente giunge il brano memorabile. Base di Nikobeatz che mischia trap e cloud rap in misure uguali, “‘Nfaccia” è un racconto crudo della vita para camorristica di Secondigliano (cantato rigorosamente in dialetto napoletano) innestato su una base stranamente calma e inclinante al nostalgico-trasognato. Proprio qui sta l’originalità del brano: la visione -poco confortante- della vita para-camorristica come un elemento inserito nel paesaggio stesso, non un accidente umano o accadimento storico, ma qualcosa d’innestato nella natura stessa di Napoli come il sole e il mare. Si dirà: ma questo passaggio dalla denuncia alla mera descrizione l’avevano già fatto ai loro tempi i Co’Sang, giusto, ma Luchè e Ntò hanno oscillato fra la cronaca e l’esaltazione nella successiva carriera solista trap, qui invece l’idea è che questo modello di vita ai margini sia inscritto nella natura stessa di Napoli e non sia da questa scorporabile.

Produzione firmata Yung Snapp e feat con due nomi di peso come CoCo e Nayt, “Roma” è il tentativo di produrre un brano potabile anche per chi non ama la trap campana. Il risultato è discreto, nulla più: base pop che guarda agli anni ’80, cantato in italiano con pesanti dosi di autotune, testo che vorrebbe cantare di una Roma che potrebbe benissimo essere Napoli tanto è astratto il richiamo all’Urbe.

Il feat con Luchè era inevitabile, è il risultato ad essere scontato: tolta una buona base ispirata alla black music anni ’80, strofe e flow sono leggermente banali se non imbarazzanti. Luchè ormai si ripete continuamente, incapace di uscire dal suo personaggio di gangsta che ce l’ha fatta (immortalato dal piccolo capolavoro “Potere”), Vale Lambo gli sta dietro tirandosela appena un po’ di meno. Grazie ma anche no.

Inutile andare avanti snocciolando tutti e 16 i brani di “Come il mare”: l’album una volta compresa la sua anima scissa fra cloud rap intimistico e gangsta trap paracamorristica diventa monolitico, anche troppo talvolta. I feat meno riusciti sono quelli che vorrebbero far aprire Vale Lambo ad un pubblico più vasto, come “Roma” e “Neve” (in collaborazione con il tartufo Carl Brave), mentre i più azzeccati sono quelli che lo inscrivino nella scena da cui sorge e a cui a pieno titolo appartiene (“Tam” con Lele Blade, “Valentino” con Geolier). “Come il mare” è un album che si apprezza appieno non chiedendogli più di quel che può offrire: ossia tenere assieme il narrato malinconico con l’iperrealismo gangsta, il machismo da guappo con la poesia, l’anima napulitana con uno sguardo meno puntato sull’ultra locale. Questo mix è di per sé complesso, e Vale Lambo lo maneggia ancora con un certo impaccio, però è sulla strada buona per trovare la quadratura del cerchio: ad aiutarlo ci sono producer come Niko Beatz e Yung Snapp che hanno ottime idee su come portare avanti musicalmente tale equilibrismo. Seppur non eccezionale, è un album che merita un ascolto attento.

VOTO: 7/10

AGGETTIVO: scisso

TRACKLIST

  1. ‘Nfaccia – 3:45 (musica: Nicola Vignola)
  2. Pe’ sempe – 4:27 (musica: Antonio Lago)
  3. Houdini (feat. Dani Faiv) – 3:17 (testo: Valerio Apice, Daniele Ceccaroni – musica: Antonio Lago)
  4. Che teng’ ‘a verè (feat. Luchè) – 3:25 (testo: Valerio Apice, Luca Imprudente – musica: Antonio Lago, Nicola Vignola)
  5. Kaioshin – 2:28 (musica: Valerio Passeri)
  6. Gotti (feat. MadMan) – 2:08 (testo: Valerio Apice, Pierfrancesco Botrugno – musica: Nicola Vignola)
  7. Neve (feat. Carl Brave) – 2:59 (testo: Valerio Apice, Carlo Luigi Coraggio – musica: Antonio Lago)
  8. Roma (feat. CoCo, Nayt) – 3:19 (testo: Valerio Apice, Corrado Migliaro, William Mezzanotte – musica: Antonio Lago)
  9. Solo piano – 2:41 (musica: Antonio Lago)
  10. ‘O mare – 3:31 (musica: Nicola Vignola)
  11. ‘Nnamurat e te (feat. Franco Ricciardi) – 3:36 (testo: Valerio Apice, Francesco Liccardo – musica: Mattia Piras, Nicola Vignola)
  12. Valentino (feat. Geolier) – 3:01 (testo: Valerio Apice, Emanuele Palumbo – musica: Antonio Lago)
  13. Come il mare – 3:20 (musica: Nicola Vignola)
  14. Statt zitt – 2:50 (musica: Antonio Lago)
  15. Tam (feat. Lele Blade) – 3:28 (testo: Valerio Apice, Alessandro Arena – musica: Antonio Lago, Mattia Piras)
  16. Abbracciami – 3:35 (musica: Valerio Passeri, Nicola Vignola)

ALBUM: COME IL MARE

ARTISTA: VALE LAMBO

ANNO: 2020

ETICHETTA: VIRGIN

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