COLPA D’ALFREDO | LA RECENSIONE 

Quarant’anni, ebbene sì, sono passati dalla pubblicazione di una delle pietre miliari del rock tricolore: il 3 aprile del 1980 infatti, per l’etichetta discografica “Targa” di Mario Rapallo, usciva “Colpa d’Alfredo”, terzo lavoro in studio di Vasco Rossi.

Da tanto e per tanto si dibatte su cosa sia, di fatto, un capolavoro, e tante potrebbero essere le risposte: capolavoro è un disco senza tempo, capolavoro è un disco che unisce le generazioni, capolavoro è un disco che ha venduto moltissimo, capolavoro è un disco sempre attuale. Sta di fatto che “Colpa d’Alfredo” è queste ed altre mille risposte, e sta di fatto anche che vada d’accordo con la definizione che ne dà la Treccani, del termine “capolavoro”, ossia “un’opera di grande eccellenza”: beh, indubbiamente nei due lati di questo album c’è dell’eccellenza.

Ciò che accomuna il lato A, quello che conteneva, per intenderci, la title track, “Non l’hai mica capito”, “Susanna” e “Anima Fragile”, e il lato B, con all’interno “Alibi”, “Sensazioni forti”, “Tropico del Cancro” e “Asilo Republic”, è senza dubbio la brutalità dell’immediatezza, riflessa anche nella registrazione “cotta e mangiata” di questo disco, fatta quasi in fretta e furia tra gli UMBI Studios di Modena e i Fonoprint di Bologna: racchiudere in pochi versi la sintesi di un’emozione è arte di pochi, e Vasco Rossi è il detentore più prezioso che abbiamo del fuoco di questa arte.

Come una vestale meravigliosamente dissacrante infatti, Vasco Rossi, che scrive interamente i testi e le musiche dell’album in questione, custodisce il fuoco sacro della messa in musica dell’amore, della rabbia, della malinconia, della tristezza, dell’abbandono, del dolore nella sua forma più pura: tutto ciò è, ad esempio, “Anima fragile”, tre minuti e quarantaquattro secondi di alcool che si lascia tradire dal candore del suo naturale colore rosato per sprigionare invece la più struggente delle passioni, le quali pervadono, caleidoscopicamente, tutto “Colpa d’Alfredo”. Uno squarcio netto di verità, nuda, cruda, diretta e senza fronzoli è questo disco, che nella genuinità dell’istantaneità trova la sua eterea dimensione, quarant’anni dopo ancora insuperata.

VOTO: 9/10

AGGETTIVO: INSUPERATO

TRACKLIST:

Lato A
  1. Non l’hai mica capito – 3:51
  2. Colpa d’Alfredo – 4:57
  3. Susanna – 3:27
  4. Anima fragile – 3:44
Lato B
  1. Alibi – 5:30
  2. Sensazioni forti – 4:01
  3. Tropico del Cancro – 5:24
  4. Asilo “Republic” – 1:48

ALBUM: COLPA D’ALFREDO

ARTISTA: VASCO ROSSI

ANNO: 1980

ETICHETTA: TARGA

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