THB | LA RECENSIONE

Trap, Cloud Rap, Emo: non c’è genere che i Thelonious B. non mischino in questo “THB”, per gettarci in una terra di nessuno in cui s’intersecano demenzialità e criminalità, surrealismo e iperrealismo gangsta.

Difficile descrivere cos’è esattamente il collettivo Thelonious B. Si potrebbe definire un progetto post-trap con base a Roma e propaggini a Napoli, che coinvolge rapper, writers, producers. Sebbene le prime produzioni appartengano al 2013, è con l’album “Soso” del 2018 che il progetto trova notorietà e consensi nell’underground t/rap italiano. L’aver intessuto legami di stretta collaborazione reciproca con trapper poco amanti del conformismo come Radical, Daytona KK e Rosa Chemical negli ultimi 2 anni ha aumentato il loro pubblico, sebbene il mainstream sia ancora discretamente lontano. “THB” sembra confermare il fatto che neanche questo giro si uscirà dall’underground, sebbene le carte in regola per sfondare ci siano tutte. vediamo il perchè.

Immaginete di mischiare FSK, primi DPG, SuicideBoys e il The Night Skinny meno potabile. Aggiungeti barre rigorosamente fuori tempo e biascicate come se fossero state registrate sotto lean e non aggiustate, e avrete questo brano. Difficile capire cosa sia o dove vada, dato il miscuglio indigesto qui prodotto, eppure ha un suo fascino.

Brano decisamente più canonico del precedente, qui gli FSK dell’ultimo “Padre Figlio Spirito Santo” sono l’ispirazione preponderante. Paradossalmente, pur non essendoci il genio Greg Willen dietro alla console, la base “ispirata” al producer di Potenza mischiata al flow e alle barre dei ragazzi romani (coadiuvati da un Daytona KK in forma) ci regala un risultato migliore rispetto ai brani presenti nel sopramenzionato album. Tanta roba, anche se oggettivamente non proprio originalissima.

FSK, Young Signorino, prima DPG. Le barre ricordano da vicino la scrittura tipica di Taxi B, e anche il flow talvolta è pericolosamente vicino a quello del trapper di Potenza. Detto ciò la canzone funziona bene, spinta indubbiamente da un video che ricorda i bei tempi di “Cavallini”, quando la DPG aveva meno soldi e molte più idee.

Qui si arriva perfino a intersecare l’happy trap con la scrittura iperbolica e demenziale tipica di Rosa Chemical. Uno dei pezzi più originali del lotto, che per una volta mette da parte l’influenza degli FSK.

Singolo che ha tutta la potenza della hit. Il perché non abbia sfondato rimane un mistero. Base sottilmente malinconica che ti si ficca in testa, barre sospese fra gioia, non sense, intimismo e ironia, “Ammo’” è di una bellezza tutta sua. Da ascoltare assolutamente.

Che altro dire? “THB” è un bell’album, a tratti potente a tratti felicemente derivativo, capace di mettere insieme il meglio degli ultimi FSK e dei primi DPG, il Rosa Chemical può potabile, il Cloud Rap con echi emo senza cedimenti al depressivo. I singoli estratti sono delle mine, mentre i brani riempitivo sono esercizi di stile ben riusciti. Non possiamo sapere se questo sarà un pezzo del nuovo mainstream, sicuramente è capace di suonare fresco e di essere godibile nella sua interezza. A noi va benissimo così.

VOTO: 7,5/10

AGGETTIVO: felice

TRACKLIST

01. Grazie
02. Suerv (Feat. Daytona KK)
03. On gang
04. On gas (Feat. Know PMW)
05. VVS & Molly
06. Interlude (Step by step)
07. Ammò
08. Diamanti d’oro (Feat. Mehdi)
09. Cavallini
10. GQ
11. No jojo
12. Gas27

ALBUM: THB

ARTISTA: THELONIOUS B.

ANNO: 2020

ETICHETTA: THAURUS, UNIVERSAL

THB album retro cover

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