Dieci sale, dieci film diretti dallo stesso regista, Samuele Bersani, artista semplicemente eccezionale.

CINEMA SAMUELE | LA RECENSIONE

Ahi che pessime orchestre, che brutta musica che sento“, diceva Ivano Fossati in “Cara democrazia“, piccolo gioiellino di fine carriera. E se c’è una parola che può descrivere il ritorno, quasi improvviso, di Samuele Bersani a settembre dopo un’estate di musicaccia confezionata ad hoc per essere consumata nei (quest’anno) contestatissimi luoghi adibiti al ballo, è una sola: panacea. Sì, “Cinema Samuele“, pubblicato il 2 ottobre 2020 per Sony Music Italy, è stato un vero e proprio squarcio di luce dopo la nebbia.

Perché, inoltre, se c’è una caratteristica che accumuna tutti i grandi cantautori, è quella di saper descrivere con poche, a volte pochissime, frasi storie e situazioni tremendamente difficili; ed è proprio questo il punto di forza dell’album del cantautore romagnolo, abile nell’accogliere l’ascoltatore nella sua multisala sui generis, in quanto al suo interno vengono proiettati dieci film diversi diretti dello stesso regista in una sorta di bige watching musicale.

Nonostante siano passati ben sette anni dall’ultima produzione, “Nuvola numero nove“, e nel frattempo sia andata in scena una vera e propria rivoluzione nel movimento italiano con l’approdo della nuova scuola cosiddetta “Indie”, lo stile dell’autore di Replay non è cambiato, anzi, si è affinato grazie al lavoro certosino del bravissimo Piero Cantarelli, il quale ha cucito una trama sonora perfetta che amplifica senza sovrastare le dieci “pellicole” fatte di tormenti, dolore, analisi, senza dimenticare quella spruzzata di ironia che ha fatto grande il Nostro.

Il primo film, “Pixel“, parla di consapevolezza, con un verso iper malinconico che si palesa nel secondo per ripetersi poi nel terzo inciso: “Non è colpa del mixer se ho la voce più triste, tu lo sai, Non avvicinarti, è meglio che ci si conosca prima per il male che mi farai“; un beep del telefono percussivo campionato accoglie invece “Il tiranno“, cupissimo riferimento ai peggiori populisti del nostro tempo, passaggio che precede “Mezza bugia“, importante riflessione sul difficile riconoscimento della malvagità nella vita di tutti i giorni (“Indovino il cattivo di un film, Anche in meno di dieci secondi, Ma è diverso nella realtà, Li frequenti e non te ne accorgi“).

Il livello già elevato del primo trittico raggiunge il climax in quello successivo, composto dalla magistrale “Il tuo ricordo“, perfetta summa tra melodia ipnotica e testo di altra categoria (“Il passato riposa bellamente nel letto degli ospiti, O mi insegue per casa, Come un ombra, incollato ai miei gomiti“), l’apripista “Harakiri“, affresco di una rinascita dal finale a sorpresa, e “Le Abbagnale”, deliziosa istantanea sull’amore tra due ragazze di diversa estrazione sociale al di sopra dell’assurdo, e ancora purtroppo presente, chiacchiericcio urbano.

Se “Con te” scorre gradevolmente senza stupire, il livello si alza con “Scorrimento verticale“, dove la chiosa “Non ho più mosso un dito, A parte questo che sta sullo schermo, Sono campione nazionale, Di scorrimento verticale” spiega tutto chiaramente, mantenendo alta la qualità con “L’intervista“, coraggioso focus sul mondo giornalistico. Chiude “Distopici (ti sto vicino)“, un brano appunto da titoli di coda. Le luci si riaccendono. La sala si svuota. Ma fortunatamente c’è l’On Demand. Incantevole Bersani.

VOTO: 9/10

AGGETTIVO:  CINEMATOGRAFICO

TRACKLIST:

1. Pixel
2. Il Tiranno
3. Mezza Bugia
4. Il Tuo Ricordo
5. Harakiri
6. Le Abbagnale
7. Con Te
8. Scorrimento Verticale
9. L’Intervista
10. Distopici (Ti Sto Vicino)

ARTISTA: SAMUELE BERSANI

ALBUM: CINEMA SAMUELE

ANNO: 2020

ETICHETTA: SONY MUSIC ITALIA

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