Dopo oltre quarant’anni di carriera, il cantautore napoletano pubblica il primo album dal vivo, registrato a fine febbraio 2020 presso l’Auditorium “Parco della Musica” di Roma, che lo vede in sestetto insieme a jazzisti del calibro di Flavio Boltro e Max Ionata.

NINO BUONOCORE

In Jazz Live

(Egea Music, 2021)

Gettando uno sguardo generale sullo scenario musicale italiano, ci sono alcuni artisti che rappresentano delle gemme preziose nascoste, fulgenti di luce rara e speciale, lontani (per fortuna) dalle insulse ribalte mediatiche, che nonostante ciò hanno un pubblico attento e fedele a seguirli nel loro percorso. Nino Buonocore è tra questi. Il rispetto della propria dignità artistica viene prima di tutto, senza l’ansia di esserci a ogni costo ma solo quando si ha qualcosa di bello da esprimere attraverso le canzoni. A cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, ha realizzato splendidi album tra cui Una città tra le mani del 1988 (qui Chet Baker gli donò la sua ultima incisione) e Sabato, domenica e lunedì del 1990 dentro cui sono incastonati brani intramontabili come Rosanna e Scrivimi. Dopo oltre quarant’anni di carriera, iniziata sotto il segno del rock, passata dalla migliore canzone d’autore e approdata al jazz, è arrivata finalmente l’ora di un disco dal vivo – disponibile in versione cd e vinile – a fissare nel migliore dei modi la sua essenza camaleontica (non è un caso il disegno di copertina realizzato dalla figlia Nadia), mutevole eppure sempre fedele a se stessa.

Registrato giusto in tempo il 27 febbraio 2020 presso l’Auditorium “Parco della Musica di Roma”, In Jazz Live è un album da ascoltare e riascoltare, da tenere a portata di mano, da inserire tra i must della propria discoteca. Buonocore non riveste semplicemente i brani di arrangiamenti jazzy, come fanno molti in giro seguendo una moda, ma infonde nuova linfa al suo canzoniere grazie all’apporto creativo e dinamico di un sestetto (lui compreso alla chitarra) formato da jazzisti del calibro del trombettista Flavio Boltro e del sassofonista Max Ionata a cui si aggiungono gli eccellenti Antonio Fresa al pianoforte, Antonio De Luise al contrabbasso e Amedeo Ariano alla batteria. La scaletta è composta dai più significativi episodi attinti dalla storia discografica del cantautore napoletano: Anche questo è amore e Boulevard da Una città tra le mani; Così distratti e Abitudini da Sabato, domenica e lunedì; A chi tutto e a chi niente da La naturale incertezza del vivere (1992); Esercizi di stile da Alti e bassi (1998); Colpa della pressione fisica e I treni di agosto da Libero passeggero (2004); L’amore che non vedi da Segnali di umana presenza (2013), più l’inedita Meglio così firmata insieme a Michele De Vitis, dal 1987 suo collaboratore storico, coautore di Rosanna e Scrivimi, quest’ultima vero e proprio classico reinterpretata e incisa negli anni da Anna Oxa (Cantautori, 1994), Barbara Cola (Barbara Cola, 1995), Laura Pausini (Io canto, 2006), Mango (L’amore è invisibile, 2014) e Fabio Concato (Non smetto di ascoltarti, 2016).

Pur trattandosi di una registrazione, dall’ascolto arriva forte il calore e la passione che solo un concerto fatto di momenti vivi e condivisi di musica può regalare. Lo stile elegante e raffinato di Buonocore è intatto, la sua voce delicata e arrotolata è unica, la sua sensibilità di uomo e artista è toccasana per l’anima.

Discografia

  • 1980. Acida (Q-Disc, RCA)
  • 1982. Yaya (RCA)
  • 1983. Nino in copertina (RCA)
  • 1984. Nino Buonocore (EMI)
  • 1988. Una città tra le mani (EMI)
  • 1990. Sabato, domenica e lunedì (EMI)
  • 1992. La naturale incertezza del vivere (EMI)
  • 1993. Un po’ di più (EMI)
  • 1998. Alti e bassi (Easy Records Italiana/RTI Music)
  • 2004. Libero passeggero (La Canzonetta Record)
  • 2009. Scrivimi (Azzurra Music)
  • 2013. Segnali di umana presenza (Hydra Music)
  • 2021. In Jazz Live (Egea Music)

 

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