Un album di inaspettata positività, positività e voglia di scattare quello di Ghemon, artista che ha aperto e sta aprendo le porte al meraviglioso mondo del soul italiano

E VISSERO FERITI E CONTENTI | LA RECENSIONE

Tracciare una via, creare un precedente. Il soul italiano ringrazia. C’è qualcosa di estremamente importante dietro l’operazione compiuta da Ghemon in occasione del Settantunesimo Festival di Sanremo, dove è stato in gara con “Momento perfetto“, brano contenuto in “E vissero feriti e contenti“, sesto album in studio pubblicato il 19 marzo 2021 per Carosello Records.

Un brano sfacciatamente black quello del cantautore di Avellino, difficilissimo da eseguire e audace da un punto di vista strumentale, impreziosito da alcune sezioni di fiati da brivido firmate dal mitico Philip Lassiter e da un uso della melodia originale, di distacco il migliore della Kermesse, per un episodio dalle good vibes, praticamente mai visto in riviera in questa forma.

Una di quelle canzoni “utili” in prospettiva futura, non solo per ispirare i giovani musicisti ma anche per convincere anche i più scettici che, finalmente, anche se in ritardo, l’Italia può contare su un movimento in grande ascesa, variegato e motivato a esplodere definitivamente. In questo senso è davvero quasi commovente vedere l’impegno di Ghemon, il quale –  un po’ come ha fatto Fibra nel 2006 con “Tradimento” – ha sposato in pieno la causa traghettando in un territorio nuovo, a metà tra l’underground e il mainstream, un genere che negli States o in UK spopola ormai da decenni.

Un percorso iniziato con la prima vera svolta della carriera, “Orchidee” nel 2014, proseguito poi con “Temporale” nel 2017 e “Scritto nelle stelle”, pubblicato appena nel 2020. Per questo motivo, la notizia di una nuova produzione del cantante, in un lasso di tempo così breve, ha lasciato inizialmente perplessi i più. Ma il periodo terrificante che tutti noi abbiamo passato, specie a partire dall’estate dell’anno scorso, ha spinto moltissimi artisti a comporre nuova musica.

In questo senso è davvero interessante costatare come l’ultimo disco del nostro sia incredibilmente positivo e ironico. Chi si aspettava il Ghemon introspettivo e malinconico rimarrà stupito: “E vissero feriti e contenti” è infatti una vera immersione nell’happiness, non quella fine a se stessa ma quella motivazionale declinata in forme diverse e con delle atmosfere ancora inedite per il cantante.

Nell’album infatti traspare al 110% l’iperattività di Ghemon, la sua voglia di suonare e, soprattutto, di sperimentare. Tantissimi gli episodi degni di nota: da “La tigre“, divertentissimo passaggio soulfoul-house, a “Difficile“, dove il cantante si cimenta per la prima volta in assoluto su sonorità reggae, senza dimenticare la brillantezza de “Il mio elemento” o la rottura romantica made in France de “Trompe l’oeil“, in cui è presente anche la speaker radiofonica Ema Stockolma con un cameo.

Ma non esiste Ghemon senza malinconia, anche nel prodotto più sereno. L’ultima traccia infatti è l’unico frammento cupo, uno squarcio grigio in un cielo azzurrissimo, un momento di sconforto reso in musica con parole chiare e concise: “Non vorrei ritrovarmi il giorno che hanno messo in piazza la statua di un illuso con scolpita la mia faccia“, tormenti e frustrazioni di un artista con la “A “maiuscola che sta facendo, piano piano, la storia. E che ringrazieremo, probabilmente, per sempre.

VOTO: 10/10

AGGETTIVO: STORICO

TRACKLIST:

1. Vissero feriti e contenti
2. Piccoli brividi
3. Tanto per non cambiare
4. Nel mio elemento
5. La tigre
6. Difficile
7. Non posso salvarti
8. Lucido (interlude)
9. Momento perfetto
10. Infinito
11. Puoi fidarti di me
12. Illusione ottica (interlude)
13. Trompe l’oeil
14. Sparire
15. Titoli di coda (outro)

ARTISTA: GHEMON

SINGOLO: E VISSERO FERITI E CONTENTI

ANNO: 2021

ETICHETTA: CAROSELLO RECORDS

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