MARIELLA NAVA

Condivisioni

 (Calycanthus/Zerolandia/Sony Music, 2004)

Nella bisaccia dell’artista non deve mancare mai una gran dose di sensibilità intellettuale ed emotiva utile a esprimere attraverso il proprio linguaggio, qualunque esso sia, una particolare visione del mondo, dei sentimenti e di tutto ciò che riguarda l’umano esistere. Ci sono artisti che ne possiedono a iosa, ce ne sono altri invece che devono sopperire o mistificare con qualche stratagemma. Mariella Nava è dotata del talento naturale della sensibilità, riversata abbondantemente nelle sue canzoni, filo rosso di una carriera ultratrentennale iniziata per caso ma sostenuta da una consapevolezza: l’inesauribile passione per la musica. In questo periodo di paura, vuoto e incertezza, in cui ci si sente deboli, distanti e soli, la cantautrice tarantina ha dato voce alla sua anima pubblicando Povero Dio, nuovo singolo disponibile negli store digitali dal 14 maggio scorso, accompagnato da un video che ne sottolinea in modo chiaro il senso: ritrovare quel Dio disperso e soffocato nella frenesia logorante del nostro tempo.

Da sempre la musica è per Mariella anche occasione preziosa d’incontri e Condivisioni, facendo riferimento a uno dei suoi pregevoli album risalente al 2004 e composto da due dischi, il primo (M) che racchiude otto canzoni donate ad altri artisti e interpretate da lei stessa, il secondo (N) che ne contiene altrettante inedite. La vera ghiottoneria è rappresentata dalla partecipazione (duetti e camei) di alcuni amici e colleghi “complici”. La storia inizia con l’intensa Questi figli, brano scritto per Gianni Morandi e inserito nell’LP Uno su mille del 1985, qui riletto con un bell’intreccio di voci sul finale. Si prosegue con la toccante Spalle al muro che nel 1991 ebbe il merito di portare per la prima volta Renato Zero (con una lunghissima e indimenticabile standing ovation che ancora oggi resta insuperata) sul palco di Sanremo, classificandosi secondo e dando nuovo slancio al suo percorso. Non se ne abbiano a male gli altri, ma l’intervento recitato iniziale dell’artista romano regala un brivido speciale così come quei due “vecchio” – uno sospirato, l’altro cantato – nel cuore della canzone, la cui bellezza è un dato di fatto su cui c’è poco da discutere. Senza ombra di dubbio tra le più belle composizioni della storia del Festival firmata da un’ancor poco conosciuta “Maria Giuliana Nava”.

Altro bel momento – ma lo sono davvero tutti – è Il gioco delle parti, brano originariamente inciso dalla carismatica e bravissima Mietta nell’album Volano le pagine del 1991 che, in perfetta sintonia con l’amica conterranea, dà prova del suo enorme valore. Manca all’appello la superstar Andrea Bocelli che nel 1995 s’impossessò di Per amore, proposta dalla giovane Flavia Astolfi a Sanremo, incidendola e portandola al successo internazionale in varie lingue. La versione “a solo” della Nava basta e avanza a rigenerare lo spirito. Tre pezzi meno conosciuti, della serie “gioielli nascosti”, sono condivisi con tre diverse interpreti femminili: La differenza con Tosca (da Incontri e passaggi, 1997), Le storie lunghe con Amii Stewart (da Magic, 1992) e Dimenticata con Syria (da Station Wagon, 1998). A chiudere il primo disco è Verrà il tempo con Gigi D’Alessio, estratta da Il cammino dell’età del 2001.

Il capitolo degli inediti si apre con un duetto da far invidia a molti: It’s Forever insieme alla straordinaria “musa di Bacharach” alias Dionne Warwick, diventato l’inno ufficiale dei campionati di sci “Bormio 2005”. La canzone, pensate un po’, fu scartata dalla commissione artistica di Sanremo 2004, per intenderci la stessa che invece ammise in gara DJ Francesco con Era bellissimo. Il resto dei brani vede la Nava proiettata nell’universo “amore”: da Ogni donna a Un uomo, da è malattia fino a Non deludermi, dedicata a suo marito sposato in data 26 ottobre 2003. Completano l’ascolto Acqua, Polvere di palco e Adesso canto, quest’ultima incentrata sul suo essere artista che “mette un sorriso e canta, si lascia andare e canta, si sfida ancora e canta, ci crede ancora e canta… per non blindare il pensiero, per non vedere tutto nero”. Mariella canta a cielo aperto, chiude gli occhi e canta, va avanti e canta…

Discografia

  • 1988. Per paura o per amore (Calycanthus/RCA/BMG Ariola)
  • 1989. Il giorno e la notte (Calycanthus/RCA/BMG Ariola)
  • 1991. Crescendo (Calycanthus/RCA/BMG Ariola)
  • 1992. Mendicante e altre storie (Calycanthus/RCA/BMG Ariola)
  • 1994. Scrivo (Calycanthus/RCA/BMG Ariola)
  • 1994. Uscire (Calycanthus/RCA/BMG Ariola)
  • 1998. Dimmi che mi vuoi bene (Calychantus/Baraonda/RTI Music)
  • 1999. Così è la vita (Calychantus/Baraonda/RTI Music)
  • 2000. Pazza di te (L’immenso-Calychantus/EMI)
  • 2002. Questa sono io (Calycanthus/B&G/Self)
  • 2003. Grande è il mio amore (Calychantus/RCA/BMG Ricordi)
  • 2004. Condivisioni (Calychanthus/Zerolandia/Sony Music)
  • 2007. Dentro una rosa (Calychanthus/Nar International/Edel)
  • 2012. Tempo mosso (Calychanthus/Edel)
  • 2013. Sanremo si Sanremo no (Calychantus-Suoni dall’Italia/Self) *
  • 2017. Epoca (Calychantus-Suoni dall’Italia/Self)

* ristampato nel 2014 in Limited Edition con l’aggiunta di due inediti

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Crediti Foto: Franzo Belletti / Gianni Franzo

 


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