L’ultimo album in studio della cantante di origini albanesi, datato 2010, è un vero e proprio capolavoro dei nostri tempi e, come tale, è ingiustamente passato inosservato. Oggi su OA Plus lo celebriamo.

PROXIMA | LA RECENSIONE

C’è una stanza per due, in questi alberghi sui viali del mondo. Ti ricordi di me? Io credo che sì“. Poteva anche concludersi così, con il brevissimo intervento di Ivano Fossati in “Tutto l’amore intorno” “Proxima“, l’ultimo, stupendo, lavoro discografico di Anna Oxa pubblicato ormai dieci anni fa, il 28 settembre 2010 per Cose di Musica e Suoni Crescenti. Invece, il regalo del cantautore genovese non è altro che la porta per un mondo lontano, che conduce l’ascoltatore in una dimensione molto diversa dall’episodio inaugurale, tra sincopi futuristiche, interventi elettronici e modulazioni con effetti della voce sorgente dell’artista, punto focale di tutto il progetto e di tutti i suoi progetti.

Dodici brani in cui la chiave è sempre la solita: reinventarsi, calibrando al meglio i passaggi più spiccatamente pop a quelli più espressivi, potenti e sperimentali, senza dimenticare ovviamente il lato più intimo e introspettivo. “Ammesso che un Dio esista” inizia il processo di allontanamento dalla sfera fossatiana, presentandosi con un arpeggio di chitarra che va a schiantarsi in una tempesta di synth e archi nell’inciso, impreziosito da effetti vocali. La ritmica elettronica è invece l’ingrediente principale della vivace “Scarpe con suole di vento“, di cui alcuni versi sembrano scritti oggi (“Siamo schiavi/Vuoto che vieta libertà di pensiero/Esseri umani e poi/L’altro (per noi) è sempre uno straniero“). Voci in sequenza, armonizzazioni e frammenti robotici accompagnano l’intera prima strofa di “Apri gli occhi per poi sfociare in un ritornello di stampo più classico, simile a ciò che succede nella successiva “Dopo la neve“.

La seconda parte del progetto discografico è più sperimentale: perfetti i suoni selezionati per rimarcare la rabbiosa “La differenza“, pezzo che ricorda (seppur in maniera meno epica) la meravigliosa (e incompresa) “Processo a me stessa” presentata al Festival Di Sanremo 2006. Psichedelica e conturbante la ninna nanna rituale di “Lodestar” accompagnata da un coro di bambini tutto fuorché banale; il brano precede la più quadrata e orecchiabile “Haiku“, episodio che cresce di più nel finale.

La tigre“, nona traccia scritta da Francesco Bianconi, è un unicum nella musica italiana. La scrittura del leader dei Baustelle solitamente è il cuore pulsante del brano, tenuta in prima fila in un declamato serrato; raramente (in particolar modo quando il toscano scrive per altri) i suoi versi vengono messi al servizio di qualcosa di più arioso, straordinariamente onirico come in questo caso. Ascoltare per credere.

Il disco si chiude con altre due perle, “Parole al mondo” e, soprattutto, “Pesi e misure“, riflessione sull’amore di grande potenza emotiva che arriva nel climax con un acuto da brivido, concludendo un disco semplicemente eccezionale, passato ingiustamente sotto traccia. Ma capita sempre così con i capolavori.

VOTO: 10/10

AGGETTIVO:  ECCEZIONALE

TRACKLIST:

1. Tutto l’amore intorno
2. Ammesso che un Dio esista
3. Scarpe con suole di vento
4. Apri gli occhi
5. Dopo la neve
6. La differenza
7. Lodestar
8. Haiku
9. La tigre
10. Parole al mondo
11. Pesi e misure

ARTISTA: ANNA OXA

ALBUM: PROXIMA

ANNO: 2006

ETICHETTA: COSE DI MUSICA-SUONI COSCIENTI

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