DEMO DE MIDI | LA RECENSIONE

Pubblicata appena due mesi dopo la sua prematura scomparsa, la raccolta di provini “Demo de midi” è diventata in poco tempo uno degli strumenti principali per conoscere nel profondo l’essenza più viscerale della cantante palermitana Giuni Russo.

Capita a tutti di sbagliare. Capita a tutti di fare degli errori in tutti i campi della vita, anche nella musica. Perdoneremo dunque senza particolari problemi chi, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, ha cassato senza pietà una quantità ingente di provini di Giuni Russo, pubblicati poi una dozzina di anni più tardi nella raccolta “Demo me midi, andata in stampa nel novembre 2003 dopo l’ultima, storica, partecipazione al Festival di Sanremo nel 2003 con “Morirò d’amore, seguita dal suo decesso nel mese di settembre.

Non per nulla il titolo dell’album prende ispirazione dal francese “démon de mid, ovvero “demone mediano”, termine dalla doppia valenza che si riferisce sia alla crisi di mezza età che, con un simpatico gioco di parole, alle demo contenute nel disco. Anche le note di ringraziamento dell’artista lasciano poco spazio alla fantasia: “È con piacere e divertimento che pubblico questi provini inediti, che durante gli anni ’80 e anni ’90 sono rimasti nel limbo della discografia italiana per qualche motivo (paura? imbarazzo? “tengo famiglia”? sindrome di Medea? … facciamo finta che non lo sapremo mai. Ringrazio perciò la Sony Music per la fiducia“.

Quattordici tracce di pura goduria, che portano l’ascoltatore all’essenza primigenia di brani di struggente bellezza, tra episodi virtuosistici e surreali come “La donna è mobile” e “Suggestione mentale“, o come la conturbante “Una la verità“, l’onirica “Diva divina” e la coraggiosa “L’abisso del sesso“, ad altri più spiccatamente drammatici, intimi e sentimentali. Tra questi impossibile non citare “Mezzogiorno“, “Io non so amare“, “La sposa“, “Notturno dall’Italia” e, non ultima, “La sua figura“, forse una delle canzoni più belle di tutto il repertorio italiano per la dolcezza del testo e la melodia cullante e malinconica.

Incredibile come, da semplice raccolta di “recupero”, “Demo De Midi” diventi anche un ottimo ponte per conoscere e capire nel profondo l’essenza più intima e viscerale di Giuni Russo, artista che non stancheremo mai di dimenticare.

VOTO: 9/10

AGGETTIVO:  EMBRIONALE

TRACKLIST:

1. Mezzogiorno
2. La donna è mobile
3. Suggestione mentale
4. Una la verità
5. Mezzanotte al sole
6. L’abisso del sesso
7. Io non so amare
8. Vieni
9. La sua figura
10. La sposa
11. Senza ragione
12. Diva divina
13. Amore speciale
14. Notturno dall’Italia

ARTISTA: GIUNI RUSSO

ALBUM: DEMO DE MIDI

ANNO: 2003

ETICHETTA: SONY MUSIC

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