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Nada: la luminosa oscurità de La paura va via da sé se i pensieri brillano

La Nostra Signora dell’alternative italiano non delude. Nada in “La paura va via da sé se i pensieri brillano” conferma la sua grande potenza: squarciare di luminosa disperazione lo spettro sonoro

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Recensione Album Nada
Front cover dell'album “La paura va via da sé se i pensieri brillano”

LA PAURA VA VIA DA SÈ SE I PENSIERI BRILLANO| LA RECENSIONE

Per descrivere chi è Nada oggi basta ascoltare la coda de “Io ci sono“, seconda traccia del nuovo, bellissimo, album della toscana, intitolato “La paura va via da sé se i pensieri brillano“, uscito il 7 ottobre 2022 per La Tempesta/Santeria. Dopo tre minuti minuti di grande intensità, mascherata dal solito approccio da giostra oscura, la nostra si lancia in degli urli tormentati e disperati, rendendo l’atmosfera psichedelica e tensiva. Una scelta che, per quanto “semplice”, nessuno mai farebbe oggi nell’indie italiano. Ma Nada, oramai lo sappiamo, non è indie ma indipendente. Anzi, è la Regina della musica indipendente nostrana (ovvero l’alternative). Per cui vale sempre la pena di ascoltarla.

Si tratta di un album che segue pedissequamente l’approccio del capitolo precedente, “È un momento difficile, tesoro“, proponendo però degli sparuti squarci di luminosità, espressa ovviamente con il tipico imprinting tenebroso della cantante. Dietro l’architettura sonora c’è sempre lui, l’ormai fidatissimo John Parish,  abile a confezionare un sound essenziale e minimalista, diventato nel corso del tempo il marchio di fabbrica del Pulcino di Gabbro.

Nei dieci passaggi presenti nel disco, ed è questa la macro differenza rispetto alle altre produzioni, Nada filtra attraverso la sua esperienza una prospettiva sì personale, ma più collettiva. In tal senso la già citata “Io ci sono” traccia la via, con un verso lacerante e deciso (“Io ci sono,  in questo giorno, in questo mondo“) che si erge a filo conduttore di tutto il racconto tra venti di rinascita, tempeste di malinconia e sussulti di quiete che si traducono proprio nel titolo dell’intero progetto, ripetuto con convinzione ne “Oscurità“, l’episodio più maestoso del lotto non a caso collocato nella parte finale dell’album e arricchito da una complessa struttura che accarezza il free-jazz.

Spazio anche a qualche omaggio come quello dei CSI presente nell’ipnotica filastrocca “Chi non ha“, brano marcato da una forte connotazione sociale, agli echi blues della necessariaSorridimi” fino a passare all’ironia, amarissima, di “Banane city“, dimostrazione di quanto l’artista riesca non tanto ad allargare il suo raggio d’azione o il suo spettro visivo ma a scavare nella profondità degli abissi (per citare Manuel Agnelli), esattamente come la sua voce. Grazie, Nostra Signora dell‘alternative.

VOTO: 9

AGGETTIVO:  LACERTANTE

ARTISTA: NADA
ALBUM: LA PAURA VAVIA DA SÈ SE I PENSIERI BRILLANO
ANNO: 2022
ETICHETTA: SANTERIA/LA TEMPESTA

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