Sfacciato, esilarante e originale. Il nuovo album di Margherita Vicario è una giostra impazzita nel bel mezzo di una Fiera.

BINGO | LA RECENSIONE

Vi ricordate le cosiddette palline rimbalzine, quelle diaboliche piccole sfere che rimbalzavano impazzite a una velocità supersonica? Volendo attribuire un’immagine a Margherita Vicario viene da pensare proprio a quell’oggetto di culto tanto in auge negli anni Novanta: dopo aver fatto incetta di successi, rilasciando in due anni tanti singoli di significativo impatto, la cantante-attrice ha infatti pubblicato a distanza di otto anni lo scorso 14 maggio per INRITorino/Island “Bingo“, il secondo album in studio: un’esplosione fortissima di energia e vitalità.

Divertentissima e frenetica, educatamente sguaiata e riflessiva, colta e ficcante, l’artista nel corso delle quattordici tracce, otto delle quale già abbondantemente edite, porta all’ascoltatore all’interno di una giostra, la sua personale giostra. Perché tutto si può dire di Margherita Vicario tranne che non sia estremamente originale e sempre più creativa, praticamente un unicum nel panorama discografico italiano attuale di un certo tipo.

A manovrare il tutto un producer, Dade, in splendida forma, davvero abilissimo a cucire un vestito sonoro vario, mai banale e ideato per risaltare nel modo più efficace possibile la poliedricità di Margherita: stordente in questo senso la title track introduttiva, che sembra la colonna sonora di una giornata concitata all’interno di una fiera di Paese; esilarante invece la ormai notissima “Orango Tango“, dotata d un inciso potentissimo con un riferimento politico chiaro e conciso, aspetto che latita attualmente anche nei rapper “veri, quindi alleluia.

Tra i tanti passaggi esaltanti spicca certamente “Troppi preti e troppe suore“,  denuncia di una presenza fin troppo pesante della componente religiosa nella società impreziosita da un geniale coro affidato ai bambini, senza contare “xy, senza troppi fronzoli il miglior brano tra tutti, un racconto iper radiofonico sulle dinamiche di coppie, di grande eleganza con un’ospite, Elodie, che rende tutto ancora più sofisticato e cool.

Il resto è ormai acclarato: dalla multietnicità diventato inno di “Mandela” alla tenerezza materna di “Pincio“, passando per il girl power di “Romeo“, tutti brani che ormai hanno fatto storia e che hanno contribuito a far diventare Margherita Vicario una splendida realtà, nata, cresciuta e fortificata grazie a una personalità dirompente, ormai rarissima da trovare. Molto bene.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO:  POLIEDRICO

TRACKLIST:

1. Bingo
2. Orango tango
3. Come va
4. Troppi preti troppe suore
5. Xy (feat Elodie)
6. Fred Astaire
7. Dna (oh putain!)
8. Come noi
9. Abaué (morte di un trap boy)
10. Mandela
11. Romeo (feat Speranza)
12. Giubbottino
13. Pincio
14. Piña colada (feat Izi)

ARTISTA: MARGHERITA VICARIO

ALBUM: BINGO

ANNO: 2021

ETICHETTA: INRITORINO/ISLAND

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