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Måneskin, Teatro D’Ira Vol. 1: si può solo migliorare ancora

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La vittoria a Sanremo, il trionfo all’Eurovision. I Måneskin si sono presi tutto a colpi di Glam Rock, ben riassunto nel nuovo album uscito lo scorso marzo. Ma il margine di miglioramento è ancora ampissimo.

TEATRO D’IRA VOL.1 | LA RECENSIONE

Dobbiamo riconoscerlo. Quanto fatto da Amadeus in occasione del difficilissimo Sanremo 2021 non può che essere considerato un capolavoro: un cast stellare (le classifiche non mentono), qualità a palate e una vittoria, quella dei Måneskin, talmente impattante da conquistare anche il tetto d’Europa con il trionfo all’Eurovision Song Contest, arrivato grazie proprio a “Zitti e buoni“, vero e proprio manifesto della band divenuto in un lasso di tempo molto breve anche un anthem generazionale.

Un glam rock in salsa italica, di impronta molto personale e cool, che ha fatto impazzire tutto il vecchio continente e ben riassunto in “Teatro d’Ira Vol. 1“, secondo album della band pubblicato il 19 marzo 2021 per SonyMusic/RCA. Una produzione discografica molto significativa quella del gruppo romano, registrata interamente in presa diretta e con un paio di brani davvero superlativi.

Sì perché malgrado qualche sparuta e perdonabile faciloneria, che emerge soprattutto in alcuni aspetti legati ai testi più rabbiosi forse ancora troppo teen, tra le otto tracce spiccano – oltre le già conosciute “Vent’anni” e ovviamente “Zitti e buoni” – “Coraline“, splendida favola senza lieto fine dedicata a una Principessa sfiorita, ornata da una struttura musicale audace, spacchettata in due parti con un reprise commovente nella coda, e “In nome del padre” che, seppur musicalmente non sia nulla di particolarmente nuovo o trascendentale, colpisce per l’ottima scarica di energia e per il buon temperamento di Damiano, bravo a incarnare in questo senso l’ira catartica, dunque positiva, leitmoitve di tutto il progetto. Di significativa importanza anche “I wanna be your slave“, chiaro invito della band a liberarsi dai ruoli in ambito sessuale, buttandosi nella più grande apoteosi di piacere e libertà.

Rivoluzionari? No. Novità assoluta? Neanche. Tuttavia con una notevole sfrontatezza i Måneskin hanno avuto il coraggio di presentare anche a Rotterdam un pacchetto micidiale, fatto di estetica, di un rock potente che non va mai però veramente overline, e una capacità di scrittura melodica italianissima e fresca, soprattutto in riferimento a quanto presentato negli anni precedenti. La voglia di lanciare in aria le sedie in libertà, in questo momento quasi post pandemico, ha fatto il resto, permettendo ai nostri di ragazzi di sorpassare il pop melenso e plasticoso che solitamente capeggia nella manifestazione in questione. Da qui in avanti si può soltanto migliorare, il passo in avanti in tal senso rispetto allo scolastico “Il ballo della vita” è clamoroso. Il margine è dunque ancora ampissimo.

VOTO: 7/10

AGGETTIVO: IMPATTANTE

TRACKLIST:

1. Zitti e buoni
2. Coraline
3. Lividi sui gomiti
4. I Wanna Be Your Slave
5. In nome del padre
6. For Your Love
7. La paura del buio
8. Vent’anni

ARTISTA: MANESKIN

ALBUM: TEATRO D’IRA VOL.1

ANNO: 2021

ETICHETTA: SONY/RCA

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