A pochi giorni dalla scomparsa dell’artista siciliano Franco Battiato, riascoltare e rivedere il concerto romano condiviso con Alice a marzo 2016 è un’emozione fortissima, a conferma di quanta bellezza ci lascia in eredità.

BATTIATO E ALICE

Live In Rome

 (Universal Music, 2016)

Era il pomeriggio del 19 ottobre 2015 quando l’ANSA pubblicò la notizia «Musica: Battiato in tour con Alice nel 2016». Che colpo al cuore per i tantissimi fan ed estimatori dei due artisti indissolubilmente legati da un filo magnetico dal 1980, anno in cui Carla Bissi diventata solo Alice si (ri)presentò alla ribalta nazionale cantando Il vento caldo dell’estate, brano composto da lei stessa insieme a Francesco Messina, Franco Battiato e Giusto Pio, questi ultimi due anche arrangiatori dell’intero disco Capo Nord.

Finalmente, dopo otto anni di ricerca, la ragazza di Forlì aveva trovato la strada giusta da percorrere e soprattutto un mentore capace di valorizzare il suo talento unico e carismatico. L’anno dopo accadrà lo stesso con Giuni Russo per la realizzazione dell’album Energie e, in un certo senso, con la già affermata Milva nel 1982 per Milva e dintorni. Voci straordinarie di donne che hanno affascinato Battiato, muse ispiratrici per cui ha scritto dei veri e propri capolavori che ancora oggi emanano luce fulgida e inesauribile. C’è da dire, però, che l’accoppiata più impressa nell’inventario collettivo è quella di Battiato-Alice, forse grazie alla vittoria di Sanremo ‘81 con la cofirmata Per Elisa; forse per quel duetto perfetto, I treni di Tozeur, presentato all’Eurofestival ‘84 dove si classificarono al quinto posto riscuotendo grande successo in tutta Europa; forse per il disco tributo Gioielli rubati del 1985 che la cantautrice dedicò al suo pigmalione, premiato con la Targa Tenco come “miglior album d’interprete”. Di sicuro per la profonda intesa umana e artistica tra due anime affini.

Tornando a quel memorabile annuncio ottobrino, si trattava di un evento unico, da non perdere, che vedeva insieme per la prima volta in concerto – diviso in parti diverse ma comunicanti tra loro – due apoteosi della canzone italiana accompagnati dall’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Carlo Guaitoli. Il tour ha debuttato con l’anteprima del 13 febbraio 2016 al Teatro Comunale di Carpi attraversando per quasi due mesi l’Italia intera (e non solo): Trieste, Bergamo, Brescia, Lugano, Torino, Padova, Firenze, Cesena, Ancona, Milano, Pescara, Perugia, Roma, Napoli, Reggio Emilia, Bologna, Santa Croce sull’Arno, Catania, Palermo (ultime date 7/8 aprile al Teatro Biondo), riportando ovunque sold out. Durante le date romane, 16/17 marzo all’Auditorium della Conciliazione, è stato registrato (per fortuna, sic!) un prezioso documento sia audio che video, Live In Rome, pubblicato dalla Universal Music il 4 novembre 2016.

L’apertura è affidata a Battiato che inizia con l’incalzante L’era del cinghiale bianco mettendo in fila, uno dietro l’altro, pezzi incredibili come No Time No Space, Shock In My Town, Le nostre anime, La canzone dei vecchi amanti, La stagione dell’amore e La cura. Arriva Alice e insieme cantano quella meravigliosa perla che è Prospettiva Nevky (“e il mio maestro m’insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”). Il palco resta suo, si mette alla tastiera ed esegue la bellissima Dammi la mano amore. Poi l’aria si riscalda con Il vento caldo dell’estate per farsi cupa e misterica con Il sole nella pioggia. «è una gioia immensa per me essere qui questa sera insieme a voi e insieme a Franco!», sono le parole di Alice per richiamare Battiato e duettare in Summer On A Solitary Beach. La scena torna all’artista siciliano che spara le sue cartucce più potenti: Gli uccelli, Segnali di vita, Cuccurucucù, Centro di gravità permanente e Bandiera bianca, tutte canzoni tratte dal suo album più celebrato e venduto (il primo che totalizzò oltre un milione di copie nella storia discografica italiana), ossia La voce del padrone del 1981. A questo punto il pubblico è in delirio, la conclusione è vicina. Alice ritorna unendosi a Franco; ascolto e visione si chiudono con la spassosa versione a due voci di Sentimento nuevo.

A risentirlo e rivederlo oggi questo concerto, dopo appena cinque giorni dalla scomparsa di Battiato, fa un certo effetto. Il respiro si ferma in tanti momenti, la commozione sale agli occhi, l’emozione è fortissima davanti a tanto splendore. Ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo…

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