I Måneskin inciampono sulle loro stesse formule nell’ultimo singolo, “SuperModel”, pubblicato lo scorso 13 maggio.

SUPERMODEL|LA RECENSIONE

A un anno di distanza dal successo planetario scaturito dalla vittoria all’Eurovision Song Contest 2021, i Måneskin hanno pubblicato lo scorso 13 maggio “Supermodel” (Epic), nuovo singolo che rappresenta la prima, piccola, sbavatura di un percorso fino a questo momento stravolgente.

Sì perché il brano in questione, soprattutto dopo altre relase rilevanti come “I wanna be your slave” e “Mamma mia”, fa emergere un grande difetto negli episodi in lingua inglese della band romana, quello della mancanza di ampiezza. Il suono, ben prodotto, sbatte in delle pareti strettissime, suggerendo soluzioni telefonate e sedimentate in un territorio ormai fin troppo prevedibile, tanto da sembrare quasi ripetitivo.

Un problema che, paradossalmente, non c’è nelle canzoni in italiano, sulla carta più complicate da mettere in musica: tracce come “20 anni“, “Le parole lontane” o ancora di più “Coraline“, colpiscono oltre che per la componente emozionale anche per la potenza, dettata proprio da un uso della materia corposo e allargato che riempie tutti gli spazi.

Tra riferimenti chiarissimi e ruffianelli, come possono essere i Red Hot Chilli Peppers (presentissimi nel riff) e i Nirvana, la “Supermodel” (un ritratto di una top model degli anni Novanta) dei Måneskin gira a vuoto su sé stessa, soddisfacendo gli aficionados ma allontanando gli scettici o gli ascoltatori “neutri”. In tal senso urge incanalare la magia dell’ampiezza anche nelle produzioni in inglese in quanto, arrivati a questo momento, la coperta sembra davvero cortissima.

VOTO:  6

AGGETTIVO:  RUFFIANO

ARTISTA: MANESKIN

SINGOLO: SUPERMODEL

ANNO: 2022

ETICHETTA: SONY MUSIC

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