Il minimalismo di “Naif“, l’intuizione ritmica di “Domino“, Malika Ayane nel suo sesto disco ha trovato la summa perfetta sfornando un capolavoro pop.

MALIFESTO | LA RECENSIONE

Arrivare al 100% alla propria cifra stilistica, in tutto e per tutto, è l’ambizione di tanti musicisti. Riuscire a conquistare la propria idea di suono è un percorso lentissimo, fatto di intuizioni, errori, tentativi, sudore, passione, lacrime. Ma quando si raggiunge quel punto, quando senti quel rarissimo “click“, si schiude davanti ai tuoi occhi la meraviglia più grande, la soddisfazione più ambita, il sogno più bello. Malika Ayane, dopo un cammino durato più di dieci anni, è riuscita nell’intento, sfornando il disco migliore della sua carriera, il sesto, intitolato non a caso “Malifesto“, pubblicato il 26 marzo 2021 per Sugar Music.

La cantautrice milanese era già sulla buonissima strada; da sempre si è infatti distinta con un tratto molto personale, elegante, raffinatissimo, incentrato su una timbrica calda e pastosa; la prima svolta più importante è arrivata nel 2015 con quel piccolo gioiello chiamato “Naif“, lavoro di immediatezza minimale che ha trovato un poi un upgrade significativo con “Domino“, in cui è emersa soprattutto una ricerca sonora sopraffina con pochi eguali nella scena mainstream nostrana.

Malifesto“, orchestrato da Antonio Filippelli che ha sostituito i producer tedeschi Jazzaanova, non è altro che la fusione perfetta dei due lavori precedenti. Al suo interno si trova infatti sia la stasi sofisticata dell’album che accoglie episodi come “Adesso è qui (nostalgico presente)” o “Lentissimo” ma allo stesso tempo banger fortunatissimi come “Senza fare sul serio” e, contemporaneamente, le intuizioni ritmiche di matrice elettronica che capeggiano nel lavoro successivo, basti pensare a  “Stracciabudella” o “Quanto dura un’ora“.

Ed è proprio il ritmo a fare da padrone nell’ultima fatica discografica della Nostra: non aspettatevi però convulsioni iper electro spesse e dominanti: il punto di forza di tutte le dieci tracce sta proprio in un certo utilizzo stretto delle pulsazioni (create con drum machine come Linn e CR78), sempre comunque soffici, vellutate ma non per questo meno incisive. Il risultato è un sound molto più urbano: Malika sembra infatti essere uscita definitivamente dalla sua zona di comfort, quella tipicamente da jazz club a luci soffuse, accogliendo le atmosfere metropolitane, quelle della Victoria line della tube londinese o della 6 parigina o della U5 di Berlino.

Riferimenti quindi cosmopoliti per un disco d’ispirazione fortemente europea, che schiaccia l’occhio a miti nordici e d’Oltralpe come Sèbastian Tellier e Charlotte Gainsbourg ma che guarda anche a quello che succede in UK, ascoltare ad esempio il pattern di “Brilla“, uno capolavori del lotto, per coglierne l’esempio di Moses Boyd, batterista leader della scena New Jazz britannica.

A fianco di Gino Pacifico De Crescenzo, da sempre partner in crime di Malika, nell’ultima produzione spicca in scrittura la presenza di Antonio Di Martino, Lorenzo Colapesce e Leo Pari. L’inizio è una ouverture di preparazione quasi statica, “Peccato originale“, le cui parole scritte proprio dal palermitano fluttuano nell’aria e riempiono gli spazi, accogliendo successivamente la sanremese “Ti piaci così“, paradossalmente uno dei brani più deboli del lotto (malgrado resti ovviamente di buona caratura).

Spiccano poi la nostalgia quasi vintage di “Telefonami, la devastante semplicità de “A mani nude” e, soprattutto, la malinconia notturna di “Mezzanotte, senza dubbio la canzone più bella dell’album e probabilmente la più struggente di tutto il repertorio di un’artista che ha dimostrato con i fatti di sapersi evolvere rispettando prima di tutto se stessa, passo dopo passo, disco dopo disco, fino a raggiungere la quadra, la summa, la perfezione. Diamante raro.

VOTO: 10/10

AGGETTIVO: PERFETTO

TRACKLIST:

1. Peccato originale
2. Ti piaci così
3. Telefonami
4. Come sarà
5. Per chi ha paura del buio
6. Mezzanotte
7. A mani nude
8. Brilla
9. Formidabile
10. Senza Arrossire
11. Insieme a te non ci sto più

ARTISTA: MALIKA AYANE

SINGOLO: MALIFESTO

ANNO: 2021

ETICHETTA: SUGAR MUSIC

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