Il secondo album di Giuni Russo non è semplicemente un capolavoro: è una pietra miliare dell’intera storia della musica leggera italiana.

ENERGIE | LA RECENSIONE

Parlare di un capolavoro può sembrare facile, troppo facile. In realtà è difficile, molto difficile. Perché non sai mai da dove iniziare, quali aspetti omettere e quali accentuare, che direzione prendere nel spiegare i motivi per cui tale opera è diventata, nel tempo, un masterpiece. Quindi tagliamo subito corto. Perché qui stiamo discutendo di “Energie“, secondo album in studio di Giuni Russo, pubblicato nel 1981 per CGD a cura di Franco Battiato e Alberto Radius. Non solo una delle pietre miliari del sodalizio tra i due siciliani, ma anche vero e proprio monumento sonoro di tutta la storia della musica leggera italiana.

Inaccessibile e diretto, sfrontatissimo e melodico, drammatico e divertente,Energie” vive di contrasti, abilmente mescolati tra di loro e impreziositi dalla magnetica voce della palermitana, in questo lavoro ispirato più che mai.

Spesso viene attribuito a questo lavoro un aggettivo particolare, “futurista”, intenso come disco proiettato nel futuro, quasi anticipatorio di alcune sonorità. In realtà il vero punto di forza della produzione sta nel suo essere avanguardista, orgogliosamente novecentesco e incredibilmente orecchiabile. Grazie a un gioco di prestigio infatti Giuni Russo e Franco Battiato, con la preziosissima collaborazione di Giusto Pio, sono riusciti a far convivere frammenti di musica popolare, estratti operistici e narrazioni cinematografiche orchestrandole con un sound smaccatamente new wave e ad altissima componente sintetica.

otto canzoni, otto perle incastonate nella nostra memoria: la traccia d’apertura ad esempio, “Lettera al governatore della Libia“, si muove tra il rigore madrigalistico del cinquecento e arricciamenti di archi e sintetizzatori; “Crisi metropolitana” abbraccia l’universo anni ottanta di oltremanica avviluppando l’ascoltatore con degli acuti picchiettati che hanno fatto storia; volatine, estensione spezzate regnano sovrane anche in “Una vipera sarò, divertissment schizzato e acidissimo, ancora oggi irreplicabile.

Tra gli episodi più espressivi come non citare “L’addio, istantanea del doloroso allontanamento dalla propria città supportata da una melodia molto lirica, bellissima, che esplode nella coda trovando la più grande delle meraviglie, inondando di bellezza un album semplicemente meraviglioso. Non custodirlo fisico, in qualsiasi formato? Un crimine.

VOTO: 10/10

AGGETTIVO: AVANGUARDISTA

TRACKLIST:

1. Lettera al governatore della Libia
2. Il sole di Austerlitz
3. Crisi metropolitana
4. Atmosfera
5. L’addio
6. Una vipera sarò
7. L’attesa
8. Tappeto volante

ARTISTA: GIUNI RUSSO

ALBUM: ENERGIE

ANNO: 1981

ETICHETTA: CGD

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