Sembra essere il solito Liberato, ma il prodotto in toto, parte visuale compresa, lascia dedurre dei cambiamenti all’orizzonte. O forse no.

E TE VENG’ A PIGLIÀ | LA RECENSIONE

Quattro anni di Liberato. Era il 2017 quando questo strano artista si è presentato dal nulla sulle scene catalizzando a 360 gradi l’attenzione mediatica per tre fattori fondamentali: la sua musica, deliziosi brani cantati in un dialetto napoletano non particolarmente difficile da comprendere, l’estetica dei suoi video, tutti diretti da Francesco Lettieri, e l’aura di mistero che avvolgeva la sua persona, la cui identità è ancora oggi sconosciuta.

Dopo tutto questo tempo è incredibile constatare come, ad oggi, della vera identità di Liberato non importi più niente a nessuno. Sembrano lontanissimi i momenti in cui si pubblicavano arzigogolate trame investigative tra teorie del complotto e finti scoop, da quando si diceva che sì, Liberato è sicuro Calcutta, anzi è Livio Cori, ma forse anche Emanuele Cerullo. A 1460 giorni di distanza questa curiosità morbosa è scemata. E potrebbe essere un bene.

Perché, del resto, è più importanet il ruolo chee ha ricoperto questo Mr X nella musica italiana, al quale va dato comunque atto di aver rispolverato la passione per la musica popolare riproponendola in formule melodiche semplicissime ma maledettamente ipnotiche e supportate da produzioni di primo piano, sempre diverse tra loro. Anche oggi, dopo un anno di silenzio, il Nostro si è distinto con un nuovo brano, “E te veng’a piglià”, pubblicato non a caso il 9 maggio (titolo del suo primissimo pezzo).

La genialità del nuovo episodio del cantante (in teoria) Made In Naples sta infatti nella scelta del ritmo utilizzato. Incredibilmente Liberato è riuscito a dare coolness anche allo stile della bachata, qui strutturato e destrutturato allo stesso tempo, spogliandolo da quella patina prettamente tamarra con cui viene utilizzato soprattutto in estate, mantendolo invece prettamente intatto il suo approccio alla canzone, anche a questo giro affrontato senza sorprese.

Ma non si può parlare del fenomeno Liberato senza fare riferimento anche al video, dove viene evidenziata una novità importante: alla cabina di regia non troviamo infatti il collaboratore storico, quel già citato Lettieri che ha contribuito a rendere mitica l‘iconografia dell’artista, bensì il giovane Enea Colombi, talento noto per le sue collaborazioni con Mecna ed Elodie. Un prodotto audiovisivo di grande potenza e intensità con un finale amarissimo. Il vero punto di svolta è proprio questo, un cambio repentino di atmosfere e una nuova mano dietro la macchina da presa. Cosa sta tramando Liberato? Forse tutto, probabilmente niente.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO: MISTERIOSO

ARTISTA: LIBERATO

SINGOLO: E TE VENG’ A PIGLIÀ

ANNO: 2021

ETICHETTA: LIBERATO

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