Esserci con la propria cifra stilistica. “Diamanti“, primo album di Ginevra, conferma quanto sia necessario oggi riuscire a proporre una propria visione musicale “saccheggiando” e facendo proprie le ispirazioni dei più grandi.

DIAMANTI| LA RECENSIONE

Tra settembre e ottobre la sempre interessante etichetta indipendente Asian Fake ha diffuso nel giro di quindici giorni due dischi di buona fattura uniti da un filo comune, l’elettronica, anche se nei fatti profondamente diversi. Stiamo parlando di “Vesuvia“, quarto album di inediti firmato da Meg, e di “Diamanti“, prima fatica d’ampio respiro di Ginevra, uscita il 14 ottobre.

Due lavori dall’approccio totalmente differente: quello dell’ex 99 posse è più esplosivo e dirompente, quello della cantautrice torinese è invece più rarefatto con un sound – curatissimo e prodotto da Fugazza insieme al fratello Suor Cristona, anche lui coinvolto nel disco di Meg – che sembra quasi essere preso alla lontana, accarezzando l’ascoltatore con cullante aggressività.

La fragilità e la consapevolezza sono uno degli argomenti cardine della produzione che, per sommi capi, amplia e migliora il concept già sciorinato dalla nostra in “Vortice, brano scandalosamente eliminato dalla corsa per Sanremo Giovani (“AmaSanremo”): Ginevra infatti, complice anche una vocalità molto raccolta e minimale, domina come un animale fragilissimo ma perfettamente padrone dei propri mezzi le esplosioni elettroniche, facendosi spazio tra synth tempestosi e sorgenti di beat, viaggiando in un universo fatto di pillole di raffinatezza,  di citazioni (pensiamo ai Subsonica in “Torino“), intuizioni melodiche vincenti e di uno stile prettamente personale.

L’apertura è affidata a uno dei tanti guizzi di gusto. Nella title track inaugurale infatti si palesa un sample di “Nine degli Autechre, uno dei punti di riferimento musicali della diretta interessata, bravissima a rendere sue proprio quelle contaminazioni di electro assottigliata tipica di artisti come gli XX, James Blake e Massive Attack portandole tutte dalla propria parte, concedendosi anche qualche azzardo, ben rappresentato ad esempio dalla natura a tinte psichedeliche de “Calamite, probabilmente uno dei passaggi più riusciti del lotto.

La forza attrattiva fa il resto. Perché l’orchestrazione sintetica apparentemente immateriale combacia alla perfezione con una scrittura che fa zapping nella quotidianità, tra atmosfere notturne e sensazioni semplici, a volte elementari, ma che proposte in questo determinato modo acquisiscono spessore e profondità. Un modo estremamente efficace di essere presente con una cifra stilistica estremamente identitaria, e per questo vincente in partenza (e anche in arrivo). Tra i migliori del 2022.

VOTO: 8

AGGETTIVO:  RAREFATTO

ARTISTA: GINEVRA
ALBUM: DIAMANTI
ANNO: 2022
ETICHETTA: ASIAN FAKE

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TAG:
Asian Fake diamanti Ginevra Recensione Ginevra

ultimo aggiornamento: 17-11-2022


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