Per la prima fatica discografica Celeste ha confezionato la summa perfetta della sua artisticità, frutto del rimbalzo impazzito dall’underground al mainstream. E ha fatto centro.

Not Your Muse | LA RECENSIONE

Scheggia impazzita Celeste. Negli ultimi due anni la cantante statunitense cresciuta nel Regno Unito è rimbalzata dai circuiti meramente underground a una grande se non grandissima esposizione mainstream, complici soprattutto l’utilizzo di Sky UK della sua “Stop this flame“, brano che accompagna gli show di punta legati alla Premier Leauge, la firma delle due colonne sonore de “Il Processo ai Chicago 7” (“Hear my voice”) e il piccolo capolavoro della Pixar “Soul” (“It’s all right“), senza dimenticare “Little love“, inserita nello sport natalizio di John Lewis & Waitrose.

Dopo un successo così crescente e continuativo, frutto di un sapientissimo lavoro da parte di tutto il suo staff, il primo album dell’artista non poteva non avere una collocazione pop, anzi, genuinamente pop. E allora eccolo “Not your muse“, pubblicato il 29 gennaio 2021 per Both Side/Polydor Records; un disco ambizioso, non tanto per il suo contenuto, tutt’altro che osTICO, ma per il suo obiettivo, quello di arrivare con equilibrio, garbo e raffinatezza a quante più persone possibili, inglobando sia i fedelissimi amanti del soul che gli ascoltatori neutrali, attirati più dagli episodi singoli che dall’intero progetto.

Non è dunque un caso che l’intero lavoro sia più la summa di quello che ha prodotto la Nostra fino a questo momento, come a voler trovare la quadra dopo i quattro anni complessivi dall’esordio sulle scene. Per questo motivo “Not your muse“, studiato in ogni minimo dettaglio anche da un punto di vista estetico (basti guardare la cover di ispirazione cubista), appare calibratissimo e abilissimo nel piazzare i giusti banger al momento giusto, tra passaggi più di maniera e vere e proprie chicche.

La prima hit ad esempio, “Tonight tonight”, accende l’atmosfera dopo la minimale e quasi introduttiva “Ideal Woman” e la decisamente più intensa “Strange, creando un’escalation di curiosità che si infrange con l’ormai super cult “Stop this flame; il sound più sofisticato ma di grande tiro radiofonico de “Tell me something i don’t know” lascia dunque spazio alla title track che rimanda quasi all’inizio con però un ritornello ipnotico ed estremamente accessibile, sintesi perfetta di tutto l’album.

Il pezzo ad effetto è “Beloved“, di stampo minimale ma che si affida a una coda dove la Nostra mostra con eleganza tutta la sua potenza vocale, lasciando filtrare successivamente “Love ins back“, ironica e frizzante presa di coscienza sull’accettare nuovamente una storia d’amore impreziosito da una produzione che ricorda, possiamo dire cita, il sound marchiato a fuoco dei The Dap Kings, storico gruppo di Amy Winehouse.

Nella strofa dell’ultimo lampo, “A Kiss“, emergono invece dinamiche simili a quella già utilizzate dalla meno conosciuta rappresentate del new jazz Poppi Ajudha, dimostrazione lampante di ciò che rappresenta, oggi Celeste, nella musica odierna. Non l’erede della regina Billie Holiday, né della tormentata Amy, né tanto meno antagonista di Adele. Celeste è un ibrido, l’offerta pop di un soul che si rinnova ma che non dimentica la tradizione. Da non perdere.

VOTO: 9/10

AGGETTIVO:  IBRIDO

TRACKLIST:

1. Ideal Woman
2. Strange
3. Tonight Tonight
4. Stop This Flame
5. Tell Me Something I Don’t Know
6. Not Your Muse
7. Beloved
8. Love Is Back
9. A Kiss
10. The Promise
11. A Little Love – From The John Lewis & Waitrose Christmas Advert 2020
12. Some Goodbyes Come With Hellos

ARTISTA: CELESTE

ALBUM: NOT YOUR MUSE

ANNO: 2021

ETICHETTA: BOTH SIDE/POLYDOR

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