Ancora (ottima) musica per la popstar più importante del momento che, nel sesto album della carriera, consolida il percorso iniziato con “Sweetener”.

POSITIONS | LA RECENSIONE

Tre album in due anni; sei in cinque. Una iper produttività da capogiro che, nella maggior parte dei casi, non può che sfociare nel grossolano e nel dozzinale. Ma se sei la popstar più influente del momento, superando addirittura le edulcorazioni di Lady Gaga, allora un motivo ci sarà. E il motivo è che Ariana Grande ha oramai costruito attorno a se un’immagine vincente, che vive di contrasti, in bilico tra il super clean e il deeply dirty: un percorso intrapreso con “God is a woman“, cavallo di battaglia di “Sweetener“, proseguito con il delizioso “Thank u next” e consolidato con “Positions, il sesto disco in studio pubblicato quasi a sorpresa il 30 ottobre 2020 per Republic.

Scritto interamente durante la quarantena, la nuova fatica discografica della statunitense si basa su 14 tracce sapientemente prodotte e impreziosite in tre casi da ospiti di grande spessore, ovvero Doja Cat, The Weeknd e Ty Dolla Sign. A differenza del capitolo precedente però, il nuovo lavoro sembra vivere di amalgama generale piuttosto che di singoli episodi: non c’è infatti un vero e proprio banger, o un pezzo che spicca particolarmente sugli altri. Un difetto, se proprio così dobbiamo chiamarlo, di poco conto, in quanto, ad oggi, l’artista riesce a catalizzare l’attenzione sul suo personaggio con uno schioccar di dita, senza il bisogno dell’effetto tormentone.

L’amore, che è anche sesso e quindi gioco di dominazione, accesso dalla sua nuova fiamma Dalton Gomez, contrassegnano le tematiche di “Positions“, sviscerate in una reinterpretazione del classic r&b di fine anni Novanta a colpi di beat hip-hop che sfumano nella trap e di passaggi più morbidi, down-tempo e spiccatamente erotici. Sì perché cantare dei versi bollenti non è certamente una novità per le icone della musica mondiale urban, ma riuscire a farlo in modo così genuinamente contestualizzato, coniugando tenerezza e spudoratezza, è un’abilità di poche, se non di pochissime.

Tanti i brani degni di nota: dalla divertente e inequivocabile “34+35” (se sommate si arriva alla magica cifra di…) dove la Nostra canta senza fronzoli “Puoi rimanere sveglio tutta la notte? Fottimi fino al sorgere del sole“, tra cori addizionali e atmosfere scanzonate, alla dimensione domestica rappresentata come un vero e proprio nido d’amore ben espressa sia in “Six thirty” che in “Nasty“, passando per il bel duetto con The Weeknd – dove i due si interrogano se andare avanti o no in quella che sembra una relazione potenzialmente tossica – e per la title track, ornata da un video presidenziale iconico lanciato proprio a ridosso dell’election day. Da menzionare anche il duetto con il trapper Ty Dolla Sign, affascinante nella sua staticità.

Ma se c’è un trait d’union tra tutte le canzoni, anche tra quelle più distanti tra loro, è la consapevolezza: Ariana non è più disposta a plasmarsi a seconda degli altri, ma costringe proprio gli altri a stare al suo passo. Anche a letto, anche nei momenti più scabrosi, dove può essere sia mantide religiosa che servizievole Geisha. Un meraviglioso attestato di consapevolezza.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO:  CONSAPEVOLE

 

TRACKLIST:

1. Shut Up
2. 34+35
3. Motive ft Doja Cat
4. Just Like Magic
5. Off The Table ft The Weeknd
6. Six Thirty
7. Safety Net ft Ty Dolla Sign
8. My Hair
9. Nasty
10. West Side
11. Love Language
12. Positions
13. Obvious
14. Pov

ARTISTA: ARIANA GRANDE

ALBUM: POSITIONS

ANNO: 2020

ETICHETTA: REPUBLIC

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