Oggi 9 novembre, festeggiamo due nomi legati all’amore per la musica e per i sentimenti. Da una parte un cantautore che ha segnato la musica leggera italiana cantando le emozioni più intime, Biagio Antonacci, dall’altra la regina della musica africana, Miriam Makeba, simbolo di un intero continente. 

BIAGIO ANTONACCI

Biagio Antonacci, nato nel 1963 a Milano, ma cresciuto a Rozzano (nell’hinterland) è uno degli artisti che più ha caratterizzato la musica leggera degli ultimi 30 anni regalando canzoni, che sono diventate autentici classici della cultura musicale italiana come “Se io, se lei”, “Quanto tempo è ancora”, “Iris (tra le tue poesie)”, “Sognami”.

Ha esordito grazie a Ron e Gaetano Curreri, con uno spirito rock e dannato con “Voglio vivere in un attimo” e in veste d”autore per Mia Martini (che ci aveva visto bene, puntando su di lui), Milva, Raffaella Carrà e Mietta, ma il vero successo arriva con l’album “Liberatemi” e con le ballate romantiche e i brani più pop contenuti in “Mi fai stare bene“.

Nel 2019 ha condiviso un tour negli stadi con quella che può essere definita il suo alter ego al femminile ovvero Laura Pausini, voce per cui ha scritto diversi brani (“Tra te e il mare”, “Vivimi”, “Lato destro del cuore”,…). Ma sono parecchi gli artisti, oltre a quelli citati, per cui ha scritto canzoni: Stadio (“Per lei“), Ron (“Annessi e connessi” e “E’ solo una bugia”), Mina (“Mille motivi”), Syria (“Se t’amo o no” e “Fantasticamenteamore”), Paolo Vallesi (“In viaggio“), Loredana Errore (per cui produce e scrive l’album “Ragazza occhi cielo”) e Alessandra Amoroso (“Non devi perdermi“).

PLAYLIST | ANTONACCI 57

Nella playlist ANTONACCI 57 oltre alle canzoni citate e ad alcune delle hit più note, molti brani che non sono stati singoli, ma rivelano l’animo più intimo del grande autore che è Antonacci!

MIRIAM MAKEBA

Se c’è un’artista che più di tutti è diventata il simbolo di un continente quella è senza dubbio Miriam Makeba: ha unito la propria musica alla voce di un intero popolo, si è battuta nella lotta contro l’apartheid, è stata delegata alle Nazioni Unite. Musica e impegno civile per una vita piena di passione e amore per la sua terra e la sua cultura.

Miriam nata a Johannesburg il 4 marzo del 1932, considerata Mama Africa, ha iniziato la sua carriera con i Manhattan Brothers per poi fondare la sua jazz-band The Skylarks. Ma più il successo cresce, anche fuori dal Sudafrica, più il governo del suo paese cerca di osteggiarla: la sua musica racconta le difficoltà del suo popolo oppressoArriva un Grammy nel 1966 per l’album “An Evening with Belafonte/Makeba” con Harry Belafonte e si susseguono le testimonianze contro l’apartheid. Il governo sudafricano bandisce i dischi di Miriam Makeba e la condanna all’esilio. Viaggia tra la Guinea e l’Europa e nel 1987 collabora al tour dell’album “Graceland” di Paul Simon. Nel 1990 Nelson Mandela la convince a rientrare in Sudafrica e nello stesso anno Miriam partecipa al Festival di Sanremo 1990 con “Give Me a Reason”, traduzione di “Bisognerebbe non pensare che a te” di Caterina Caselli.

Nel 2005 si dedica a un tour mondiale per il suo addio alle scene, esibendosi in tutti i paesi che aveva visitato nella sua carriera. Ci lascia il 9 novembre del 2008, proprio in Italia a Castel Volturno, dopo aver cantato in un evento contro la camorra, dedicato alle vittime africane e anche allo scrittore Roberto Saviano.

PLAYLIST | MIRIAM MAKEBA, UN OMAGGIO

Nella playlist MIRIAM MAKEBA, UN OMAGGIO brani della tradizione africana, standard jazz, esperimenti etnho-jazz, anche in compagnia di Paolo Conte e Dizzy Gillespie, Harry Belafonte, Paul Simon e qualche tributo a Miriam, come la coinvolgente “Makeba” della cantante Jain. Buon ascolto!

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