baglioni
Foto Matteo Rasero/LaPresse

Un tema senza titolo, ma con una stesura chiarissima. “Un album ideato e composto come una volta. Vero, sincero, fatto a mano e interamente suonato”.

Claudio Baglioni racconta così, sul suo profilo facebook, il futuro prossimo, un futuro che ha già una data da segnare sul calendario: 4 dicembre 2020.

A 7 anni di distanza da “Con voi”, un nuovo viaggio, “un nuovo album di inediti al quale ho dedicato tutto me stesso, a partire dalla scrittura, strutturata come non accadeva da tempo, su linee melodiche e processi armonici che la musica popolare, sembra offrire sempre meno. Le sonorità sono tutte vere – nel senso di “acustiche” – basso, batteria, pianoforte, chitarre, archi, fiati, voce e cori – e il ricorso all’elettronica è stato dedicato, esclusivamente, alla cura degli effetti suono e delle atmosfere. Ne sono venuti fuori dodici pezzi suonati dalla prima all’ultima nota, da un gruppo di musicisti straordinari, che fanno quello che ci si aspetta da loro: suonare con tutta la creatività, l’invenzione, l’energia e la passione – in una parola: la musicalità – che hanno dentro”.

Un “ritorno alle origini”, come lui stesso rivendica, convinto sia un vanto tornare agli albori “di quella grande tradizione pop – fiorita tra metà anni Sessanta e metà anni Settanta – nella quale ogni vinile che si pubblicava era come il miracolo di una nascita”. E al nuovo nato Baglioni non ha voluto ancora dare un nome. Lo deciderà “solo alla fine, ascoltandolo parlare e guardandolo negli occhi”.

Quello che di certo c’è di tradizionale e di baglioniano nell’arrivo del nuovo album è l’attesa. L’attesa prima del viaggio, raccontata (e scritta) dal cantautore romano in molteplici brani nel coso di una carriera infinita. Tutti i viaggi discografici di Baglioni sono stati preceduti da attese lunghissime. Prima di questa, lunga 7 anni e allungata dalla piaga del Coronavirus, la più snervante, anche e soprattutto per l’ex ragazzo di Centocelle prim’ancora che per i fan, fu probabilmente quella che precedette “Oltre”, album-paradigma della sua produzione. Passarono 5 anni (e un grave incidente automobilistico sull’Appia Antica) tra l’album più venduto della storia della musica italiana, “La vita è adesso”, e quello che rimane senza se e senza ma uno tra i più bei vinili della storia della musica italiana.

Proprio in “Oltre”, nel brano “La piana dei cavalli bradi”, Baglioni vede gli uomini come in un’immensa sala d’attesa “in cui aspettiamo questo mondo”.  E l’attesa del viaggio, in un’intervista televisiva di pochi mesi più tardi, il cantautore la definì “più bella e più suggestiva del viaggio stesso, perché solo con l’immaginazione si può arrivare dovunque”. Una certezza che, in realtà, è stata sempre smentita dai fatti. I viaggi discografici di Baglioni, infatti, non solo non hanno tradito le attese, ma sono stati sempre più belli e suggestivi dei lunghi periodi trascorsi in sala d’attesa.

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Crediti: Foto Matteo Rasero/LaPresse