Costanza Alegiani omaggia il folk americano con “Folkways”, l’album che la consacra come nuova stella del jazz femminile italiano.

Tra le nuove stelle del jazz femminile italiano c’è anche la cantautrice romana Costanza Alegiani. Una sorta di sirena urbana dall’inalterabile classe che affascina con il suo suono ondivago, capace di inglobare le più svariate culture e di incrociare il jazz con altri generi musicali. Prima si è tuffata nella musica classica per l’album di debutto “Fair Is Foul And Foul Is Fair” (2014), ispirato dalle musiche di Giuseppe Verdi e realizzato in occasione del bicentenario verdiano con musicisti del Conservatorio di Bruxelles, poi nella musica progressive e in quella elettronica per l’album in condivisione con Fabrizio Sferra, intitolato “Grace in Town” (2018), e ora nella musica folk per “Folkways” (2021).

Il nuovo album, uscito la scorsa estate su etichetta Parco della Musica Records con la distribuzione di Egea Music, continua a catalizzare sull’artista l’attenzione di pubblico e critica. Per JazzIt e OAPlus “Folkways” di Costanza Alegiani è senza dubbio uno dei dischi più belli del 2021. In tracklist anche una cover di una canzone di Bob Dylan, “It ain’t me babe”, il singolo When I was a young girl”, noto brano della tradizione folk cantato in passato anche da Nina Simonee una poesia di Emily Dickinson I felt a Funeral, in my Brain, che la Alegiani ha trasformato in canzone, incastonandola in una musica perfetta che la riporta in vita e le fa perfino scalare la vetta della AO Plus Italian Chart, la week parade dedicata alla nuove hit di qualità. 

Costanza Alegiani fa dei suoi movimenti interdisciplinari, tra musica, teatro, poesia e danza, il suo punto di forza, sorretta esclusivamente dal talento e dallo studio. Si è laureata con il massimo dei voti in Musica Jazz al Conservatorio di Frosinone e in Filosofia alla Sapienza di Roma, rispettivamente con una tesi su Carla Bley e su Albert Camus. Ha studiato canto jazz con Diana Torto, tra gli altri, e ha poi approfondito la sua tecnica vocale con Sabine Meyer per la musica contemporanea e con Angela Bucci per la musica barocca. In eterno movimento tra i generi musicali e le arti, la Alegiani continuerà a tracciare il suo originale e prezioso percorso. A noi, per non sfarcela sfuggire, non resta che seguirla su Spotify, Facebook e Instagram

LEGGI Le ali e le radici del Jazz al femminile nella penisola

FOLKWAYS

Si chiamaFolkways” il nuovo album della cantante e compositrice Costanza Alegiani, uscito il 18 giugno 2021 per l’etichetta Parco della Musica Records e presentato in concerto lo stesso giorno alla Casa del Jazz di Roma.

Anticipato dall’uscita dei due singoli “It ain’t me baby” e “When I was a young girl”, Folkways è un disco di canzoni identitarie, sul folk che diventa mito. Un manifesto di appartenenza a una tradizione epica, radicata in un’America senza più luogo.

Attraverso un linguaggio originale e arrangiamenti che alternano liricità acustica a momenti più elettrici, in Folkways Costanza Alegiani propone sia brani originali che altri tradizionali e ricchi di storia, a cui riesce a donare nuova luce, tonalità e sfumature di colore. Ma se il titolo rappresenta un omaggio allo Smithsonian Folkways Recordings, il più grande archivio al mondo del genere folk, l’intento di Costanza Alegiani è però quanto di più lontano dalla filologia.

La genesi di questo suo terzo album – dopo “Fair is Foul and Foul is Fair” del 2014 e “Grace in Town” del 2018, in duo con Fabrizio Sferra – risponde alla consapevolezza di un legame profondo con quella letteratura musicale i cui temi toccano sentimenti e stati d’animo personali ma allo stesso tempo universali e, comunque, in grado di illuminare la contemporaneità.

“Grazie a questo progetto – spiega Costanzami sono concessa di dire la verità su tanti sentimenti che mi appartengono, anche molto scomodi, dando voce a visioni e paure, immagini oniriche, ricordi, confessioni, ma anche a speranza e libertà”.

Costanza Alegiani cita tra i propri riferimenti musicali, numi tutelari del folk come Johnny Cash, Joni Mitchell, Leonard Cohen e Joan Baez, così come interpreti illustri quali Barbara Dane, Jacob Niles e Odetta. Due autori classici della letteratura americana, Edgar Lee Masters ed Emily Dickinson, compaiono con le loro poesie tra gli autori dei testi delle canzoni, due delle quali cover di Bob Dylan e Woody Guthrie.

In questa rappresentazione, la Alegiani diventa attrice e interprete di questo mondo, rendendo vive e palpabili le emozioni dei vari personaggi, seguendo ritmo e accenti dei loro monologhi.

Ed ecco, quindi, sfilare sul palcoscenico sonoro di “Folkways” una nutrita galleria di personaggi (reali, immaginari o letterari) che Costanza riporta in qualche modo in vita. Sono anime che si mettono a nudo raccontando ognuno un sentimento autentico, affermando la propria identità (“It ain’t me babe“, “Carry me home), una scelta da compiere (“The ice skater), l’affermazione di sé in un sogno rivelatorio (“Waking dream), il senso della fine e la prossimità della fine (I felt a Funeral, in my Brain“, “When I was a young girl), il sentimento di fuga ed evasione ma anche di serena rassegnazione (Tender is the night, tonight), la solitudine dello spirito (Lonesome Valley), la confessione di un assassino senza castigo ( The last Blues of Benjamin Fraser).

In quello che può essere considerato un viaggio nel passato e nella tradizione musicale degli Stati Uniti, alla ricerca di nuovi sentieri che sappiano dialogare al meglio con il presente, sostengono il canto di Costanza Alegiani il sax tenore di Marcello Allulli, il contrabbasso (e basso elettrico) di Riccardo Gola e i due ospiti Fabrizio Sferra alla batteria e Francesco Diodati alla chitarra.

Tracklist

  1. It ain’t me babe
  2. Waking dream
  3. When I was a young girl
  4. The ice skater
  5. Lonesome Valley
  6. I felt a Funeral, in my Brain
  7. Carry me home
  8. Tender is the night, tonight
  9. The last Blues of Benjamin Fraser

 

Formazione

Costanza Alegiani: voce;

Marcello Allulli: sax tenore, electronics,

Riccardo Gola: contrabbasso, basso elettrico, electronics;

Guest

Fabrizio Sferra: batteria (2,3,5,7)

Francesco Diodati: chitarra (2,4,7)

Clicca qui per mettere “Mi piace” a HIT NON HIT – Blog & Press

Clicca qui per seguire UGO STOMEO su TWITTER

Clicca qui per seguire UGO STOMEO su INSTAGRAM

Clicca qui per seguire OA PLUS su INSTAGRAM

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla PAGINA OA PLUS

Clicca qui per iscriverti al GRUPPO OA PLUS

Clicca qui per scoprire i vincitori dell’OA PLUS MUSIC AWARDS 2020

Crediti Foto: Musacchio, Ianniello & Pasqualini/Andrea Boccalini

 

 

 


Rubrica TalentONE. Andrea Petrucci, The Doubles, Genise, Valentina Tioli, Dheiti

Si intitola “Elettronica” il nuovo singolo da solista di Samuel dei Subsonica