Claudio Baglioni ispira Gabriele Muccino e gli regala il titolo del prossimo film, “Gli anni più belli” che sarà nelle sale a febbraio 2020, nel giorno di San Valentino.

“Con la sua meravigliosa canzone inedita Claudio Baglioni è il rappresentante più evocativo degli ultimi quarant’anni raccontati nel film e della storia d’Italia che scorre alle spalle dei protagonisti come un fiume, inesorabilmente”, è quanto ha dichiarato il regista che per la  nuova pellicola ha scelto come protagonisti quattro amici, Pierfrancesco Favino, Michela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria che vivranno assieme, appunto, quarant’anni di vita, dall’adolescenza all’età adulta.

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Non la prima volta che Baglioni strizza l’occhio al cinema, quasi a suggellare una passione, quella per il grande schermo, riconoscibilissima proprio nel suo stile, in un linguaggio che  spesso ha richiamato quello cinematografico.

Il cinema, invece, di Baglioni se n’era accorto quando ancora il cantautore romano scorrazzava con la 2CV gialla su e giù per Centocelle e, mentre scriveva il suo primo concept album, “Questo piccolo grande amore”, pensava più a una laurea in architettura che a diventare davvero un cantautore.

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Correva l’anno 1972 quando Franco Zeffirelli, complice l’etichetta RCA che ‘sponsorizzava’ un Baglioni che doveva sgomitare per farsi conoscere, gli affidò la colonna sonora di “Fratello sole, sorella luna”, e il ‘Divino‘ ci tirò fuori un capolavoro.

A proposito di capolavori, proprio “Questo piccolo grande amore” diventerà film con sceneggiatura di Baglioni nel 2009 (accompagnato dalla colonna sonora di Q.P.G.A., restyling dell’album del ’72 con l’aggiunta di 37 inediti), mentre il disco successivo al ’72, “Gira che ti rigira amore bello”, un anno più tardi sarà oggetto di un mediometraggio da parte della Rai.

“Gli anni più belli”, c’è da crederlo e anche da sperarlo, farà probabilmente parte anche di quel nuovo, attesissimo album, “Duello”, già annunciato da quasi due anni a questa parte. Un parto lunghissimo e molto ‘baglioniano’, che potrebbe assomigliare a quello di “Oltre”, nel 1990. Superfluo dire che se anche il risultato sarà lo stesso, armarsi di pazienza conviene, eccome.

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