Amici 20 ha registrato degli ascolti clamorosi in una delle edizioni con meno talento in assoluto. Merito di un colpo di genio di natura strettamente imprenditoriale e televisivo firmato da Maria De Filippi, abile a trasformare lo show in un reality.

La ventesima edizione di Amici è passata agli archivi, collezionando record su record. La Finale, andata in onda lo scorso sabato 15 maggio, ha registrato la bellezza di 6.667.000 telespettatori con il 33.48% di share. I tre Finalisti della sezione canto, ovvero Sangiovanni (vincitore del circuito), Aka7Even e Deddy, hanno totalizzato nelle piattaforme streaming qualcosa come 6 milioni di ascolti complessivi mensili, un risultato più che significativo e molto importante considerati i tempi.

Numeri incredibili ma, allo stesso tempo, paradossali, in quanto arrivati in una delle annate con meno talento in assoluto, con un target di spettatori stretto se non strettissimo e, soprattutto, con l’assenza assoluta del concorrente outsider. I tre cantanti che si sono giocati la vittoria infatti, seppur diversi, sono al principio tre teen idol che difficilmente allo stato attuale potranno catalizzare l’attenzione di un pubblico che non sia speculare a quello urlante e strepitante degli studi Elios.

Una condizione dettata dalla mutazione dello show, quest’anno incentrato principalmente sulle dinamiche all’interno della casetta (il luogo dove hanno alloggiato i ragazzi per tutta la durata della trasmissione) che, giocoforza, hanno spostato, e non poco, gli equilibri: la vincitrice Giulia ad esempio, oltre che con il suo buon talento, ha conquistato il cuore degli spettatori dando il primo bacio della sua vita al bellissimo Sangiovanni (il quale gli ha dedicato alcune sue hit, “Lady” e “Tutta la notte“) diventando l’idolo di adolescenti sognanti e romantiche.

Aka7even – oggi fuori con un pezzo destinato a diventare un tormentone, “Loca“, già spinto al massimo nei canali giusti –  ha preso molta più quota dopo aver scritto “Mi manchi, brano dedicato alla ballerina Martina con cui ha avuto una relazione proprio durante i primi mesi all’interno della scuola,; per non parlare di Deddy, anche lui coinvolto in una storia sentimentale, forse oggi finita, con un’altra ballerina della classe, Rosi di Grazia.

Situazioni che, a prescindere dalla reale bravura, hanno certamente giocato tantissimo a favore degli artisti citati, tanto da spingerli, tutti, proprio in Finale. Più che un talent dunque Amici20 è stato un reality, una specie di Music Farm o di Operazione Trionfo rivisto, corretto e riadattato ai giorni nostri. Ma proprio qui sta l’oggettivo colpo di genio della padrona di casa, Maria De Filippi.

Perché con il cast dei cantanti a disposizione, praticamente al di sotto delle aspettative in tutte le unità, e con la formula sperimentata negli anni precedenti il risultato sarebbe stato disastroso su tutti i fronti. La scelta, meramente televisiva, di forzare la mano sul lato Reality dello show, coniugandolo in alcuni casi con la pubblicazione di canzoni nate da situazioni ben visibili e intuibili dal pubblico, è stata talmente tanto vincente da tracciare inevitabilmente una nuova via in vista del futuro, guardando però proprio al passato, ai primordi rudimentali del talent/reality all’inizio degli anni zero. Non stupirebbe in tal senso, arrivati a questo punto, una diretta integrale delle lezioni e di alcuni momenti di svago nella casetta, magari fruibile in un broadcaster premium (Amazon Prime?). La direzione sembra quella. Ma non chiamatelo talent.

Foto: Witty Tv (Screen)

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