Non si collabora con Lucio Dalla per caso. Lo sa bene e lo conferma Roberta Giallo, al secolo Roberta Giallombardo, con il suo lavoro “L’oscurità di Guillaume“, pubblicato nel lontano gennaio 2017.

Un album invecchiato decisamente bene, nato in realtà per uno spettacolo teatrale interpretato dalla cantante, che di professione è anche attrice, pittrice e performer, sotto l’occhio attento del mitico Lucio, scomparso poi improvvisamente nel 2012.

Incredibilmente qualcosa accomuna questa produzione a due molto diverse che abbiamo avuto modo di affrontare recentemente: il concept dell’amore senza lieto fine presente ne In un baule di personalità multiple” di Blumosso e la libertà metrica elegante diLuna in ariete” di Pilar. Il protagonista del disco, Guillaume, è strano: c’è e non c’è, appare all’improvviso e scompare nel nulla, fugge sempre e scappa via, lasciando l’artista in una lucida follia tragicomica, ben orchestrata dall’ottima produzione di Mauro Malavasi.

La chiave de “L’oscurità di Guillaume” sta tutta nell’equilibrio. Facile immaginarsi infatti, visto il background dell’artista, dei momenti forzatamente isterici o lunatici. Macché: le discese e le salite improvvise, i virtuosismi e gli abbellimenti dalle sfumature jazz sono tagliati con l’accetta, stupiscono l’ascoltatore e rafforzano il significato del testo senza tuttavia scadere nello stucchevole o nel già sentito, in una gestione certosina tra momenti di frenesia ad aperture belle e liriche supportate da un organico strumentale ridotto ma efficace, in un vortice sonoro che riporta a fortunati universi come quello dei Matia Bazar ma anche degli Ustmamò e del repertorio solista di Mara Redeghieri o, in lontananza, ai primi episodi de La Rappresentante Di Lista.

In amore muoio di frontale“, traccia di apertura, espone la raffinatezza dell’autrice e il fil rouge dell’album, esporre un tema sparigliando immediatamente dopo le carte. L’arpa di “Acqua di fiume” proietta chi ascolta indietro nel tempo, precisamente alle voci pop femminili che hanno fatto grande il circuito underground negli anni novanta. Roberta prosegue il racconto d’amore con le successive “Notte di luna senza stelle” e “Amore amor“, la quiete prima della tempesta che arriva con l’eloquente “Giornata no” e “La tua bellezza“, brano dal tema contrario a quello omonimo del più celebre Francesca Renga. Se lì la bellezza era “curiosa e immobile” qui invece tra quella “umana tra tutte è la più rara e la più cattiva“.

Io amo le cicale“, preceduta dal bel intermezzo “Mon Age” e dal godibile “Non amarmi in due secondi“, è una squisita canzone scacciapensieri con tutte le caratteristiche del tormentone. Un modo di esorcizzare il dolore che tuttavia prende velatamente piede con il mancato lieto fine nella struggente “Oz“, vera chiave di lettura di tutto l’album. Una riflessione sul concetto di verità: Sai che chi pensa di averla ormai l’ha già persa, lei scapperà“, esattamente come Guillaume, anti eroe di questo prezioso, ricercato, introspettivo lavoro.

VOTO: 9/10

AGGETTIVO: PREZIOSO

TRACKLIST

1. In amore muoio di frontale
2. Con la fantasia
3. Acqua di fiume
4. Notte di luna senza stelle
5. Amore amor
6. Giornato no
7. Mon Ange (L’amor vicino)
8. Non amarmi due secondi
9. Io amo le cicale
10. Nuvole
11. Oz
12. Gu’

ALBUM: L’OSCURITÀ’DI GUILLAUME

ARTISTA: ROBERTA GIALLO

ANNO: 2017

ETICHETTA: YELLOW MUSIC

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