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Michael Jackson, il lato oscuro della vita di una stella

Non tutte le stelle hanno sempre brillato, ma la loro luce, in un modo o nell’altro, ci è sempre arrivata

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Crediti Foto: Shutterstock

La vita di Michael Jackson, uno dei più grandi artisti pop di tutti i tempi, è un mix affascinante di successi travolgenti, controversie e un’incredibile carriera musicale. Ma oltre alle note melodiche e alle coreografie rivoluzionarie, c’è molto di più da scoprire sulla sua vita personale e sugli aneddoti che hanno plasmato la sua straordinaria esistenza. Con questa biografia, ti invito ad immergerti nel dietro le quinte di questo straordinario artista, esplorando gli alti e bassi, le gioie e le sfide che ha incontrato lungo il suo percorso unico.

Le radici di un ragazzo prodigio

L’infanzia di Michael Jackson nel quartiere di Gary, Indiana, svolse un ruolo fondamentale nel plasmare il ragazzo che sarebbe diventato una leggenda della musica pop. Nato il 29 agosto 1958, Michael crebbe in una famiglia modesta. La sua casa, situata in un quartiere operaio, era un ambiente umile ma ricco di amore e di passione per la musica. Fin da piccolo, Michael dimostrò un talento innato per il canto e per la danza. La sua voce eccezionale ed i suoi movimenti agili e precisi, fecero subito intuire che il bambino aveva qualcosa di speciale. Crescendo in una famiglia di nove figli, Michael ha trovato nella musica e nello spettacolo un modo per emergere e distinguersi.

I primi passi di Michael nel mondo dello spettacolo avvennero quando i suoi fratelli e lui formarono il gruppo musicale chiamato i Jackson 5. Michael, che all’epoca aveva solo 6 anni, divenne rapidamente il punto focale del gruppo grazie alla sua voce potente e alla sua presenza carismatica sul palco. I Jackson 5 si esibirono in talent show locali e in piccoli concerti, conquistando l’attenzione del pubblico con le loro esibizioni energiche e coinvolgenti. La svolta per i Jackson 5 avvenne quando furono notati da Berry Gordy, fondatore della Motown Records. Nel 1969, la famiglia Jackson si trasferì a Los Angeles per iniziare una carriera musicale professionale e questo segnò un punto di svolta nella vita di Michael, che all’età di soli 11 anni si trovò catapultato nel mondo dell’industria musicale.

Nonostante il crescente successo, Michael Jackson cercava costantemente di mantenere un equilibrio tra la fama e una vita normale da bambino, tuttavia questo si rivelò sempre più difficile. Le pressioni dell’industria musicale, le intense sessioni di registrazione e le esibizioni in giro per il mondo, comportavano sacrifici e compromessi per Michael e la sua infanzia venne spesso messa da parte per stabilire il successo e la perfezione artistica.

L’ascesa di Michael come artista solista

Il lato caritatevole di Michael

Michael Jackson è noto anche per il suo lato caritatevole ed il suo impegno per il sostegno di diverse cause benefiche, difatti ha dimostrato una generosità straordinaria nei confronti di diverse organizzazioni e progetti. Una delle sue iniziative benefiche più note, è la creazione della Heal the World Foundation nel 1992. Questa organizzazione aveva l’obiettivo di aiutare i bambini malati, fornire assistenza ai bambini bisognosi e promuovere la pace e la comprensione tra le persone di diverse culture. Michael ha dedicato parte dei profitti delle sue tournée e delle vendite di album alla fondazione ed ha organizzato eventi di beneficenza per raccogliere fondi.

Inoltre ha sostenuto numerose organizzazioni a favore dei bambini e dei diritti umani. Ha fatto donazioni significative ad enti di beneficenza che si occupavano di combattere l’AIDS, l’abuso infantile e la fame nel mondo. Ha visitato orfanotrofi e ospedali per bambini, donando tempo, risorse e sorrisi per migliorare le loro condizioni di vita.

Una delle donazioni più celebri e significative di Michael è stata quella del suo compenso ricevuto per il video musicale “Scream“, realizzato insieme alla sorella Janet Jackson. Il video, caratterizzato da straordinari effetti speciali, è stato il più costoso mai realizzato fino ad allora e lui ha deciso di donare il compenso guadagnato, pari a diversi milioni di dollari, all’Hospital for Sick Children di Budapest e ad altre organizzazioni benefiche internazionali.

L’inquietudine rispetto al suo aspetto fisico

Michael Jackson ebbe una profonda insicurezza riguardo al suo aspetto fisico per gran parte della sua vita. Soffriva di una condizione medica nota come vitiligine, una malattia della pelle che causa la perdita progressiva della pigmentazione cutanea. Questa condizione lo portò a sviluppare macchie bianche sulla sua pelle, rendendo il suo aspetto molto diverso da come era in gioventù. Per questo provò a nasconderla con guanti bianchi, cappello e maniche lunghe ed iniziò a fare ricorso a diversi strumenti e procedure per cercare di cambiare il suo aspetto. Uno dei primi segni del suo cambiamento fisico fu il progressivo sbiancamento della sua pelle, che lo portò a cercare modi per uniformarne il colore. Inizialmente fu la sua truccatrice personale ad aiutarlo con un make up ad arte, ma successivamente, dovette far ricorso ad Arnold Klein, il dermatologo dei VIP, che riuscì, attraverso complessi trattamenti, ad uniformare il colore della pelle di Michael.

Michael soffriva di “dismorfofobia “, ovvero percepiva in modo distorto il proprio aspetto fisico, vedendo difetti in realtà inesistenti.  “Non vorrei mai vedere il mio viso, è orribile, sembro una lucertola” diceva  e mentre lui pronunciava queste parole, gli avidi chirurghi che lo circondavano, anziché provare a curare la sua depressione, continuavano ad operarlo. Ogni operazione di chirurgia plastica  gli dava un iniziale senso di benessere, ma era solo una bolla di sapone e non curando la sua fragile anima, acutizzava così il suo problema.

Le cause della dismorfofobia di Michael sono riconducibili ancora una volta alle violenze subite da piccolo dal padre e nella ferita risalente alla sua infanzia e adolescenza, dove i crudeli coetanei lo chiamavano “big nose“: nasone.

Il re del pop e l’incredibile ’45 degree lean’

Nel celebre video Smooth Criminal del 1987, il pezzo forte del film Moonwalker, Michael mostrava un piegamento, noto come il 45 Degree Lean, dove tutto il suo corpo si piegava a 45 gradi. Tutti pensarono che fosse un trucco, ma quando il re del pop ripeté il passo dal vivo, il pubblico rimase letteralmente sbalordito. Questo passo, apparentemente impossibile, fu oggetto di studio da parte di un gruppo di neurochirurghi indiani, i quali dimostrarono che è possibile, anche se non per tutti.

Vennero fatte varie prove portando il peso su anche, caviglie, tendine di Achille, ma nulla, l’angolo che si riusciva a raggiungere, era nettamente inferiore a 45 gradi. E allora come era riuscito Michael a compiere quel passo, che man mano, ad ogni concerto, gli veniva sempre con maggior naturalezza? Nelle esibizioni dal vivo, Jackson sfruttava delle scarpe magiche a forma di “V”, che insieme a dei chiodini disposti sul pavimento del palco che seguivano la forma delle suole, permettevano al cantante e ballerino di agganciarsi e fare perno sulle caviglie mediante questo supporto, così da poter spostare il suo corpo in avanti, oltre il baricentro, e sfruttare al massimo la potenza dei muscoli delle gambe. L’idea nasceva da un particolare modello di stivali per astronauti statunitensi.

Tuttavia, dietro l’aiuto di questo trucchetto, si nasconde in realtà una tecnica affinata, abilità innate ed uno studio costante, pertanto questo passo è altamente sconsigliato per l’alto rischio che comporta alla muscolatura ed allo scheletro. Michael per questa e tante altre cose ancora, rimane unico!

La camera iperbarica ed il tentativo di vivere sino a 150 anni

Michael Jackson ricorse all’uso della camera iperbarica nel tentativo di vivere sino a 150 anni. Normalmente le camere iperbariche sono utilizzate per l’ossigeno terapia iperbarica per curare il corpo con ossigeno al 100% superiore alla pressione normale e concorrono al trattamento medico in varie situazioni, tra cui l’avvelenamento da monossido di carbonio. Sembra che il cantante se ne fosse fatto installare una in camera da letto per dormirci tutte le notti ed aumentare così la sua longevità.

La morte di una stella

La morte di Michael Jackson avvenne il 25 giugno 2009, all’età di 50 anni, a Los Angeles, California. Fu una notizia sconvolgente per i suoi fan e per il mondo intero, poiché il Re del Pop era uno degli artisti più amati ed influenti della storia della musica. La causa ufficiale della morte di Michael Jackson è stata un’overdose di farmaci, in particolare di propofol, un potente anestetico usato per l’insonnia, somministrato da un medico personale. La morte di Michael è stata considerata un omicidio ed ha portato ad un processo legale contro il medico responsabile, che è stato successivamente riconosciuto colpevole di omicidio colposo e condannato a scontare una pena detentiva.

Dopo la sua morte, i fan di Michael Jackson si riunirono spontaneamente in lutto per la perdita dell’icona musicale. La notizia della sua morte fece il giro del mondo in pochi minuti, scatenando un’ondata di tristezza e tributi da parte di celebrità, colleghi musicisti e fan.

Il funerale di Michael Jackson si è tenuto il 7 luglio 2009 allo Staples Center di Los Angeles. L’evento, chiamato “Memorial Service“, è stato trasmesso in diretta televisiva ed ha attirato un pubblico di milioni di spettatori. Durante il servizio commemorativo, sono stati eseguiti vari tributi musicali in onore di Michael Jackson, interpretati da artisti di fama internazionale. Diverse celebrità, amici e familiari hanno pronunciato discorsi commoventi e omaggiato il talento e l’eredità dell’artista. Uno degli omaggi più toccanti fu quello della figlia di Michael, Paris Jackson, che ha pronunciato un discorso struggente in memoria di suo padre.

Dopo il servizio commemorativo allo Staples Center, il corpo di Michael Jackson fu sepolto nel Forest Lawn Memorial Park a Glendale, in California, con una cerimonia privata riservata alla famiglia ed agli amici più intimi.

La morte di Michael Jackson è stata un momento di grande dolore per l’intera industria musicale. Il suo lascito musicale continua a vivere e la sua influenza sull’arte e la cultura popolare rimane indelebile nel tempo.

Ora Michael è una stella, che brilla di tutta la sua luce dal cielo.

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crediti foto Shutterstock

 

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