Ha tentato di vendere a 300 euro 20 minuti di celebrità sul palco del Mei, il Festival della Musica Indipendente italiana che si svolgerà a Faenza dal 2 al 4 ottobre, ma è stato scoperto e subito denunciato proprio dagli organizzatori del festival.

A. O., queste le iniziali del truffatore, si sarebbe spacciato per promoter inviando un messaggio attraverso i propri canali social in cui prometteva uno spazio sul palco del festival, ma a pagamento: “Se ti interessa ho uno spazio disponibile sul palco principale del Mei di Faenza. Come sai, quest’anno il palco sarà uno solo: lo spazio disponibile e’ di 20 minuti, sarai messo in scaletta con grandi nomi, ma abbiamo purtroppo un solo posto a 300 euro”. Questo il contenuto del messaggio del sedicente promoter, una tentata truffa a tutti gli effetti che per fortuna è stata sventata proprio da chi il festival lo organizza. A rivelarlo è stato il patron del Mei, Giordano Sangiorgi. “Andava in giro attraverso i vari social a vendere un posto a 300 euro sul palco del Mei, quando noi siamo noti per combattere i contest dove si paga – spiega Sangiorgi -. Da noi si e’ sempre suonato gratuitamente. Abbiamo stoppato questo tentativo di truffa, presentando un esposto alla Polizia di Stato e alla Postale per questo comportamento. Abbiamo cosi’ scoperto questo mondo che si aggira per truffare artisti emergenti, sogni e speranze”. Dopo la segnalazione del Mei, sarebbero arrivate decine e decine di segnalazioni – ha aggiunto Sangiorgi -,sia sulla persona che ha fatto la truffa, sia a proposito di altre modalità truffaldine che si aggirano attorno a questo mondo”.

Non è la prima volta a quanto pare che il Mei di Faenza finisce nel mirino di truffatori e furbetti. “In passato – rivela Sangiorgi – e’ capitato di ricevere notizie di festival farlocchi che promettevano mari e monti e tra i premi inserivano anche il Mei a nostra insaputa. Era qualche tempo che non mi capitavano queste cose. Grazie all’artista che ha segnalato, che ci ha messo la faccia: magari altri hanno lasciato perdere. È un bene dirlo subito, si fermano persone con intenzioni poco chiare che possono danneggiare artisti. La nostra azione va diramata a largo raggio, ci ha permesso di monitorare questa persona, di scoprirla”.

Il truffatore, una volta scoperto il tentativo di raggiro, si sarebbe palesato con lo staff del Mei finendo addirittura per scusarsi. “Ha chiesto scusa – ha fatto sapere Sangiorgi anche se con delle motivazioni poco chiare”.

 

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