Di Marta Scaccabarozzi

Ad un anno dalla nostra ultima chiacchierata, torniamo a parlare con i Grace N Kaos. La band veneta, in questi dodici mesi, è stata super attiva tra una lunga serie di singoli e la scrittura e la pubblicazione del libro “Essenziale”. Proprio oggi esce il singolo “Addio” e, a dispetto del titolo, ci è sembrata l’occasione buona per rincontrarli virtualmente e far loro qualche domanda.

Bentrovati ragazzi! E’ passato quasi un anno dalla nostra ultima chiacchierata. Cosa è successo ai Grace N Kaos in questo lasso temporale?

Ciao, è un piacere essere di nuovo qui a parlare con voi. In questo anno abbiamo pubblicato vari singoli facendo finta che il Covid non abbia limitato il settore musicale (e delle arti in generale). Quando sono iniziati gli stravolgimenti sociali e culturali ci siamo confrontati all’interno della band e valutato di proseguire con la programmazione delle canzoni. Tenere fermo il lavoro fatto era un’opzione ma alla fine non ce la siamo sentita di fare invecchiare le canzoni in un cassetto. Solamente l’uscita dell’album abbiamo deciso di farla slittare alla primavera del 2021 sperando di poter effettuare il relativo tour promozionale. Sul piano personale questo periodo ci ha messo alla prova, sai una band che non suona dal vivo è tutt’altro che una band e non sono quindi mancate le tensioni interne dettate dalla frustrazione e  dal relazionarsi in solo ‘digitale’ con il pubblico. Non siamo mai stati bidimensionali noi in fondo.

Oggi esce il vostro nuovo singolo “Addio”. Il tassello più recente di un cammino fatto di brani pubblicati con costanza dal 2019. Partiamo proprio da “Addio” par capire dove questo cammino vi e ci porterà.

Addio è la nostra ultima canzone che uscirà come singolo poi faremo uscire l’Album che racchiuderà i 6 brani del 2020/2021 più 2 inediti. ‘Addio’ parla di dualismo, l’accettazione dell’allontanamento definitivo mantenendo nel mentre l’inconscia volontà di non poterlo accettare. E’ una situazione ricorrente nella vita di tutti. La singolarità di questa canzone sta nel fatto che è stata scritta da Cristiano (Tomiato), oggi il nostro ex tastierista. Un addio seppur non tragico che è avvenuto proprio in quest’anno di cambiamento. Questa canzone fa comunque parte di un puzzle, è un ulteriore tassello che abbiamo posato per avvicinarci alla conclusione di un percorso che avverrà con la pubblicazione del disco appunto.

Abbiamo assistito ad un’evoluzione del vostro sound e delle vostre tematiche che ad un certo punto vi hanno portati verso l’elettronica e testi meno impegnati. Poi un dietro front e siete tornati alle vostre origini. Come mai?

Fondamentalmente ci eravamo persi. Se da una parte è vero che abbiamo voluto sperimentare senza stare forzatamente all’interno di un’etichetta musicale, contemporaneamente siamo usciti dai binari allontanandoci da quello che abbiamo a cuore senza rendercene conto.  E’ un discorso molto lungo e non si può sviscerare in poche righe però possiamo dirti che ad un certo punto della tua storia musicale cerchi qualcosa di diverso. Sia per cercare di evolverti che per cercare maggiori consensi in un pubblico più vasto. Ecco, è tutto giusto finché riconosci chi sei in ciò che fai. E per un attimo i ‘Grace’ sono venuti meno a questo. Va però detto che oggi, con il senno del poi, rifaremmo tutto uguale perché sono le cicatrici che ti ricordano le cadute in bicicletta. Le cicatrici servono più di quanto si pensi.

In ogni caso è evidente che il vostro progetto è cresciuto, forse grazie anche a queste sperimentazioni “off road”. In cosa vi sentite più maturati?

Siamo diventati molto più critici ed esigenti riguardo ai nostri lavori come mai in passato. Nelle nuove composizioni che stiamo creando in questi mesi ci mettiamo molto impegno e dedizione curando ogni piccolo dettaglio. Consapevoli dei nostri limiti cerchiamo la perfezione perchè il messaggio musicale e concettuale arrivi nel miglior modo possibile. Ed in ultimo, ma non meno importante, cerchiamo il divertimento ed il piacere nella nostra musica. Non che prima fossimo superficiali, tutt’altro. Oggi però dedichiamo un tipo di attenzione diverso, credendo nella Musica e non nel Music Business.

Chiudiamo chiedendovi due parole su “Essenziale”. Perché nel 2020 avete anche pubblicato un libro. 

Ci sono vari motivi ma uno prevale su tutti: per noi stessi. ‘Essenziale’ è un bio-romanzo per il pubblico, per farci conoscere come persone prima che musicisti, per instaurare un collegamento duraturo opposto alla fugacità dei Socials, per far conoscere il nostro percorso attraverso aneddoti rilevanti e per consegnare i nostri testi in mano ai lettori più attenti con la consapevolezza che stiamo facendo intrattenimento e non un libro autocelebrativo (il titolo completo è infatti ‘Essenziale – Storia di successo di una band di insuccesso’). Per noi questo libro è però qualcosa di diverso, qualcosa di più importante e romantico al tempo stesso. Guardandolo ci ricorda e ci dovrà sempre ricordare che tutto quello che abbiamo fatto, bello o brutto che sia, l’abbiamo realizzato come Band. Un’entità unica, uniti da un legame forte che si instaura da un senso di appartenenza comune. I premi vanno e vengono così come i soldi e le hit da classifica ma i Grace, nel loro Kaos, resteranno a giocare con la musica.

LEGGI QUI L’ARTICOLO ORIGINALE SUL SITO DEL MEI.

 

Segui OA Plus su Instagram

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra PAGINA OA PLUS

Clicca qui per iscriverti al nostro GRUPPO OA PLUS

Crediti Foto: Mei


Rubrica, TALENTONE. Mario Riso, Sarai, Antòn, Dellai, Lambrusco Brothers

Rubrica. Flashlight: A Riccione nasce Playa Boho.