Dall’abisso della depressione post parto alle vette più luminose del pop, sorvolando le macerie di una vita privata e artistica che le aveva tarpato le ali. È finalmente in volo Sofia Cresti, per tutti Sofia, nuova potenziale diva a tinte bionde della canzone italiana.

Con lei, nella foto di copertina del singolo di debutto “Non arrenderti mai”, così come nel videoclip dello stesso brano, il piccolo Ascanio Leo, figlio su cui ruota la rinascita a tutto tondo dell’artista toscana.

Sul suo cammino, che finalmente la vede allungare la gamba nel mondo della discografia, impronte importanti (lasciate a metà o sfiorate) come quelle dei fratelli Mango, due superbe icone vocali in cui specchiarsi come Mietta e Mina, anni di studio e gavetta e due musicisti capaci di mettere al centro dell’universo una personalità e un talento d’altri tempi.

L’album in costruzione di Sofia è co-firmato dalla stessa cantautrice e musicista (testi) assieme ad Angelo De Luca (musiche) e Bruno Milioni (arrangiamenti) e “Non arrenderti mai”, il primo singolo che lo anticipa, è un inno alla vita, la prova reale che dalle ceneri si può rinascere.

La prima canzone con cui la cantante e mamma si racconta, è disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 10 settembre in formato singolo, su etichetta e edizioni musicali Starpoint International, e in formato videoclip, con produzione MilaneschiAdv. La OA PLUS Italian Chart, nota come la Top 10 con le migliori uscite discografiche del momento, l’ha già ospita nei piani alti.

Per approfondire la conoscenza di questa voce emergente così intensa, profonda e avvolgente che finalmente ha riacceso la fiamma, spiccando il volo, ecco di seguito la mia intervista, intervallata da scatti fotografici, e il videoclip di “Non arrenderti mai”.   

INTERVISTA A SOFIA

Sofia, il tuo debutto nella discografia italiana si è finalmente concretizzato. Come nasce il singolo “Non arrenderti mai”?

Il mio singolo “Non arrenderti mai” viene alla luce dopo un momento estremamente buio della mia vita. Dopo la nascita del mio bambino Ascanio Leo sono caduta in una brutta depressione post partum ritrovandomi subito dopo da sola con lui.

È stato il periodo più duro della mia vita e in quei momenti mi sono aggrappata a mio figlio e alla scrittura. Scrivere è stata una vera e propria terapia. Così nasce questo brano che parla di rinascita, di forza e di coraggio.

Angelo De Luca e Bruno Milioni co-firmeranno assieme a te anche il tuo primo album di carriera o nell’era della musica liquida pubblicherete solo altri singoli? Cosa ci anticipi?

Insieme a miei collaboratori, Angelo De Luca e Bruno Milioni, stiamo lavorando al mio primo album che è appunto anticipato dal mio singolo “Non arrenderti mai”. I testi dell’album sono scritti da me, Angelo si occupa delle melodie e Bruno degli arrangiamenti.

È un album estremamente positivo, che parla di amore in tutte le sue forme: l’amore per un figlio, per un fratello, per un compagno, l’amore per la vita in generale. Parla di rinascita e della forza che, a prescindere dalle difficoltà della vita, dobbiamo trovare dentro al nostro più profondo io.

Sei ad uno start di partenza che vede ricomporre un’altra te, più forte e ispirata, dopo le collaborazioni naufragate con due dei più importanti autori e produttori nostrani: prima Armando Mango e poi Diego Calvetti. Come ti hanno scoperto e come ti hanno perso?

Ho avuto la fortuna e l’opportunità di conoscere e lavorare con Armando Mango, il fratello di Pino. La nostra collaborazione è nata attraverso la vincita di un concorso svoltosi a Montecatini Terme. Dopo la vincita mi è stato proposto un provino nel suo studio a Lagonegro e ho piacevolmente accettato.

Da quel momento ho iniziato un vero e proprio percorso di crescita insieme a lui che mi ha portato a incidere bellissimi brani da lui composti ed è nata fin da subito un’alchimia particolare, un connubio molto profondo che in musica è assolutamente fondamentale. Abbiamo collaborato per circa 5 anni ma non siamo riusciti, purtroppo, a concretizzare l’uscita di un vero e proprio album. Malgrado ciò devo molto a quegli anni, sono cresciuta come persona e come artista e oggi gli sono molto riconoscente. Quello che sono oggi lo devo anche a lui.

Per quanto riguarda Diego Calvetti ci siamo incontrati a San Gimignano, durante un suo casting. Ho ricevuto molti complimenti e sono stata invitata nel suo studio per incidere e provinare alcuni suoi brani. Come accade molte volte è stata una chimera ma ugualmente formativa per me e per la mia carriera.

In “Non arrenderti mai” ritorna a galla la Mietta di “Per esempio… per amore”, l’album capolavoro prodotto proprio da Armando Mango, fratello di Mango. In passato ti sei trovata a reinterpretare canzoni da lei provinate e mai incise come “Fiamma” e “Anima e cellule”, rimaste fuori da quell’album, e “D’aria buona” scritta da Zucchero con Diego Calvetti e Emiliano Cecere. Cosa hai pensato e provato quando le hai ascoltate con la sua voce iconica e cos’è che vi unisce?

Mietta è una grande artista e devo dire che mi piacerebbe conoscerla personalmente in quanto credo che sia, oltre che una grande cantante e interprete, anche una splendida donna. Una donna che malgrado le avversità che questo mondo nasconde ha saputo sempre rinnovarsi e mettersi in gioco.

Ho provinato i suoi brani sempre con tanta umiltà e credo che ci assomigliamo molto. Siamo due donne che non si arrendono. Due donne estremamente forti e di grande personalità.

Hai avuto l’opportunità di conoscere Mango? Si dice che i fratelli Pino e Armando in quel periodo non andavano d’accordo…

Non ho avuto l’onore di conoscere Pino, grande artista che ha lasciato un vuoto incolmabile nel panorama artistico e musicale. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo ma tra Armando e Pino c’erano stati degli attriti nel periodo in cui io ho lavorato con Armando; per tale motivo non ho mai avuto questo grande onore.

La seconda tua grande voce guida è quella di Mina, a cui hai dedicato un intero spettacolo musicale in formazione Teatro 10. È un capitolo chiuso? Quale sua canzone è più vicina al tuo mondo e chi pensi possa essere la sua erede naturale?

La mia carriera musicale ha attraversato la nascita di molti gruppi musicali, tra i quali “Teatro 10”, un vero e proprio viaggio nella vita di due artisti che più di qualunque altri ha segnato il nostro paese: Mina e Lucio Battisti. Abbiamo avuto tante soddisfazioni suonando in giro per la Toscana e non solo. La nostra missione era quella di ri-arrangiare i brani più belli di questi due meravigliosi artisti.

Mina per me rimane la cantante italiana per eccellenza e sono cresciuta con le sue canzoni. Non so dire quale sia la canzone che più amo ma posso dire quali sono le due canzoni che più di qualunque altre mi emozionano ogni volta che le canto: “Insieme” di Mina e “I Giardini di Marzo” di Lucio Battisti. La sua erede naturale? Non credo esista.

PietraLuna è invece il progetto che ti ha visto in duo con il tuo ex fidanzato Maurizio Corridori e con cui hai partecipato a SanremoSocial nel 2012. A parte il brano “Notte di pensieri”, cosa rimane di quell’esperienza?

Pietraluna” è stato un progetto molto interessante che ho intrapreso con il mio ex marito. Dopo l’incontro con un poeta del mio paese, abbiamo deciso di mettere in musica le sue parole e noi due soli, con una chitarra, un’armonica, un flauto e la mia voce, abbiamo inciso vari brani ed è nata questa partecipazione a Sanremo Social nel 2012.

Come tutte le esperienze mi ha lasciato un ricordo splendido e una formazione anche nell’arrangiamento che fino a quel momento non avevo mai avuto. Ogni cosa è importante nella vita di un artista. Niente è sprecato anche se in quel momento può sembrare una perdita di tempo che non ha sfociato in nulla di concreto. Crescere è ciò che realmente conta e ad oggi io sono cresciuta e maturata anche e soprattutto grazie ai tanti progetti e alle tante collaborazioni che ho avuto in passato.

Da Sanremo 2022 sei fuori per regolamento. Pensi sia giusto riservare la sezione “Nuove Proposte” agli under 30?

Non voglio esprimere giudizi ma quello che posso dire è che le esperienze di vita servono, un artista può davvero esserlo solo dopo un percorso di crescita e di lavoro personale. Non penso che ci sia un’età ben precisa per diventare un cantante o una cantante che sappia davvero comunicare qualcosa di profondo e importante. A parer mio questi limiti non ci dovrebbero essere. Nel mondo musicale gli stardard non dovrebbero esistere.

Qual è il tuo talent show preferito tra X Factor, Amici di Maria De Filippi e All Together now e perché? Hai affrontato nel corso degli anni le selezioni di qualcuno dei tre?

Tutti i talent sono interessanti, ma sono più legata ad X Factor in quanto ho partecipato alle selezioni arrivando nel cerchio finale degli artisti scelti da Claudia Mori, ma che purtroppo ha visto poi l’entrata nel programma da parte di una voce maschile.

Il successo della musica indie e della musica rap e trap, grazie soprattutto ai nuovi canali di diffusione musicale online, hanno ampliato l’offerta e la concorrenza musicale in Italia. Che ne pensi?

Penso che ogni nuova offerta nell’ambito musicale sia una ricchezza. Non leggo concorrenza. C’è tanta scelta. A parer mio, malgrado la tipologia di musica, sarebbe bene non perdere mai il senso di ciò che noi artisti siamo chiamati a fare: comunicazione. Tanti generi musicali si, ma sempre con un’attenzione particolare al messaggio che stiamo inviando alle nuove generazioni.

Quali sono i tre giovani artisti di nuova generazione che segui con più ammirazione e quali, invece, i tre album che porteresti sempre con te e perché?

Difficile domanda. Ad oggi ci sono molti giovani emergenti davvero in gamba. Mi piacciono molto Blanco e Gaia.

Gli album che porterei sempre con me sono: “Post Orgasmic Chill” degli Skun Anansie, “Backstreet’s Back” dei Backstreet Boys e “Spice” delle Spice Girls. Non sono gli album più belli, ma sono sicuramente gli album che hanno segnato delle fasi della mia vita, che hanno segnato la mia adolescenza e per questo motivo li porterei sempre con me.

Il talento naturale e lo studio della tecnica fanno di te una delle più solide promesse artistiche. Qual è stato il tuo percorso e come mai oggi c’è chi sfonda anche senza particolari doti e qualità professionali?

Ho iniziato a studiare canto all’età di 9 anni; ho studiato varie tecniche canore e credo che la consapevolezza di quello che stiamo facendo sia alla base di tutto. Molti hanno la percezione che dietro al canto o alla musica ci sia superficialità e che sia tutto un gioco. Non è cosi, almeno per quanto mi riguarda. Ho sempre studiato molto e ho frequentato anche il Conservatorio perché credo che sia altrettanto importante conoscere la musica.

Sono diplomata in flauto traverso e il mio strumento è presente sia nel singolo “Non arrenderti mai” sia in altri brani presenti nel mio primo album. È una parte di me, la mia parte più dolce che si contrappone alla mia parte più ribelle e più rock. Il talento è importantissimo ma è altrettanto importante lo studio e la formazione perché solo quella ti da la reale possibilità di confrontarti con altri artisti e la possibilità di crescere sempre, in maniera continuativa e solida. Credo che il successo facile sia un qualcosa che non possa durare. Può durare solo nel caso in cui un artista, successivamente al successo, per mantenerlo, decida di studiare.

Dove e con chi vivi oggi Sofia?

Vivo a Sinalunga, provincia di Siena, insieme al mio piccolo Ascanio Leo di 5 anni. Fare la mamma, lavorare, fare musica è molto molto impegnativo ma credo che nulla è a caso nella vita. Voglio prendere tutto quello che c’è di buono. Sono una persona estremamente positiva.

Tu eri favorevole o contraria al DDL Zan e quanto pensi possa essere utile una legge così per la salute mentale e fisica del tuo bambino, Ascanio Leo?

Questa è una domanda molto difficile. Non so se riesco a darti una risposta netta e precisa ma quello che posso dire è che nessuno, nessuno deve essere discriminato per il suo orientamento sessuale, per la sua religione, per le sue idee, per il suo pensiero politico. Per nessuna ragione ammetto discriminazione.

Ciò che noi genitori siamo chiamati a fare è insegnare ai nostri figli che la “diversità” non esiste. L’amore e la comprensione sempre e comunque. Siamo fratelli e questo non dobbiamo scordarlo mai, in nessuna circostanza. Il rispetto è alla base di qualunque tipologia di rapporto. Tutti abbiamo diritto alla felicità. Questo diritto è riconosciuto dallo Stato Americano. Proporrei di riconoscere tale diritto anche nel nostro bel Paese.  

Cosa auguri ad Ascanio Leo e alla sua mamma?

Auguro ad entrambi di saper assaporare tutti i bei momenti che la vita gli regala, estrapolando dai momenti negativi quell’insegnamento positivo e quella crescita personale a cui tutti noi dovemmo ambire, giorno dopo giorno. Auguro ad entrambi forza e coraggio, luce e positività, sorrisi e abbracci.

VIDEO DI “NON ARRENDERTI MAI”

Il video di “Non arrenderti mai”  mostra alcuni dei luoghi più caratteristici della Toscana, ai quali Sofia è legata, con immagini didascaliche e meravigliose. Una cava di inerti, deserta e brulla, a simboleggiare i momenti di difficoltà dove Sofia accenna qualche passo di danza, come se quel nuovo ritmo prendesse poco alla volta il sopravvento, riportandola alla luce.

Quella luce che esplode tra le Crete Senesi, dove il sole al tramonto diventa oro, sembra accendere una nuova vita che si concretizza all’assolo di flauto traverso della musicista in un crescendo di ritmo e spazio fino al mare incontaminato del Parco Nazionale della Maremma, dove balla a piedi nudi con Ascanio Leo, il suo bambino, giocando con le onde e il vento. Quell’andare verso il mare è anche un ritorno simbolico a quell’acqua che nel ventre materno ci ha cullati e nutriti.

Durante le riprese del video, ricco di sfumature e colori, con riprese dall’alto e primi piani intensi, Sofia ha portato in scena la sua liberazione: Mi sono sentita liberata da pesi che, invisibili, mi impedivano di andare avanti. Oggi “ballo” a piedi nudi con il mio bambino, guardando fiduciosa al futuro, nella speranza che questo messaggio possa dare voce alle tante donne che nel momento più bello della loro vita, sono vittime di quella depressione, di cui si parla ancora poco e che mai deve essere motivo di vergogna, impedendoci di chiedere aiuto”.

Una nuova Sofia che guarda con chiarezza e con lucidità al suo percorso artistico: “Perché – come dichiara – se ce la fai con il tuo bambino diventi una super donna, forte e invincibile”.

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