Un finale pazzesco quello della 71 esima edizione del Festival di Sanremo, che ci ha regalato la vittoria dei Måneskin premiando il rock dopo tanti anni. Il gruppo ha vinto con il brano “Zitti e Buoni”, scavalcando Francesca Michielin, Fedez ed Ermal Meta, inizialmente il favorito alla vittoria.

La vittoria della band significa anche dover rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2021, che si terrà all’Ahoy Arena di Rotterdam, Paesi Bassi, il 16, 18 e 20 maggio. Un incarico che la band ha confermato alla conferenza stampa tenuta da poco.

Finita la parentesi sanremese, ai Maneskin ora tocca rimboccarsi le maniche per registrare le tre performance live-on-tape da mandare all’EBU (Unione di Radiodiffusione Europea). Queste performance saranno mandate in onda in caso il gruppo non potesse esibirsi fisicamente nella città neerlandese per qualche ragione legata al Covid-19. Una sfida ardua preparare una performance in soli venti giorni, dal momento che la scadenza è il 26 marzo.

Se invece la band dovesse riuscire a volare a Rotterdam ed essere presente fisicamente, allora si esibirebbe proprio all’Ahoy Arena assieme agli altri paesi che sono riusciti ad arrivare nei Paesi Bassi. Ancora non si sa se il pubblico sarà presente o meno; il governo neerlandese dovrà esprimersi in merito successivamente in base all’andamento epidemiologico.

L’Eurovision Song Contest non salterà quest’anno a differenza dell’anno scorso, quando l’EBU ha dovuto cancellare la competizione europea per la prima volta in 65 anni.

L’ITALIA ALL’EUROVISION SONG CONTEST

Per l’Italia questa sarebbe la 46esima partecipazione all’evento non-sportivo più seguito al mondo, che raccoglie in media 200 milioni di telespettatori. Sarebbe anche la 11esima partecipazione dal loro ritorno, avvenuto nel 2011 dopo 13 anni di ritiro.

Attualmente sono solo due vittorie conseguite: nel 1964 con Gigliola Cinquetti e la sua “Non ho l’età” e nel 1990 con “Insieme: 1992” di Totò Cotugno. I Måneskin saranno la terza band a rappresentare il nostro paese, dopo I Ricchi e Poveri nel 1978 e i Matia Bazar nel 1979.

Non ci resta quindi che essere fuori di testa anche davanti a tutta Europa (e non solo).

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